5 emozioni alla guida delle nostre scelte (sbagliate) di investimento

ctrl.png
Nel film “Inside Out”, ultima creazione della Pixar, cinque emozioni interagiscono tra di loro e determinano il comportamento di una ragazzina di 11 anni. Allo stesso modo, quando prendiamo scelte che riguardano i nostri investimenti, diverse emozioni possono influenzare le nostre scelte, portandoci a fare frequenti errori per i nostri investimenti di lungo termine. Vai all'articolo

A pesca di sprovveduti

phishing for phools.png
In qualsiasi settore, anche in finanza, le imprese tendono a vendere ciò che massimizza i loro profitti ma non necessariamente l’utilità dei consumatori. Il recente libro di due famosi economisti, Akerlof e Shiller, approfondisce questi rischi. Riprendiamo di seguito un articolo pubblicato sul Wall Street Journal. Vai all'articolo

Quando i mercati scendono, investi

bigstock-happy-young-man-41848813.jpg
Spesso restare investiti quando i mercati scendono sembra difficile e l’ultima cosa che si farebbe è continuare a investire. Eppure questa potrebbe essere la strategia di investimento migliore nel lungo termine. Vai all'articolo

Leggere un KIID in 3 minuti

kiid.png
“Prima dell'adesione leggere attentamente il KIID”. Già… il KIID. Il KIID è quel documento che sintetizza quelle che dovrebbero essere le informazioni più rilevanti per un investitore riguardo ad un fondo di investimento. Grazie alla chiarezza tipica di regolatori e istituzioni finanziarie, la lettura del KIID risulta ostica a molti, volenterosi, che la approcciano. Vai all'articolo

L’innovazione salverà il mondo?

innovation.png
La voce dei pessimisti è forte e domina il dibattito pubblico. Le teorie più in voga sul futuro (catastrofico) dell’economia globale spaziano dal sovrappopolamento rispetto alle risorse disponibili (la cosiddetta trappola malthusiana), al suo opposto, ossia la decrescita dovuta all’invecchiamento delle popolazione e al crollo dei tassi di fertilità, passando per il rallentamento della domanda aggregata, la stagnazione secolare. Vai all'articolo

Pubblici incentivi al debito (e freni al risparmio)

debt.png
Dallo scoppio della crisi, il debito totale globale è cresciuto di 57 mila miliardi di dollari. Questa enorme accumulazione di debito governativo e privato, è stata in parte frutto di una specifica reazione politica alla crisi, ma in parte è anche l’effetto di politiche che incentivano l’assunzione di debito per famiglie e imprese. Questi sussidi pubblici hanno effetti fortemente negativi sull’economia, in quanto portano disuguaglianza, inefficienza e vulnerabilità, anche in Italia. Vai all'articolo

L’Europa e quel disperato bisogno di migranti

migrazione.png
È difficile mettere d’accordo due economisti. Diverse scuole di pensiero si scontrano su tutto, dal ruolo dello stato nell’economia, a quello della banca centrale, alla composizione del fisco. A leggere però in questi giorni molti commenti, sembra che ci sia una tesi che è portata avanti da molti esperti, indipendentemente dalla nazionalità, dall’orientamento politico e dal ruolo: l’Europa dovrebbe accogliere i migranti, ne ha bisogno. Ecco l’opinione di Ian Buruma, in un recente articolo pubblicato su Project Syndicate. Vai all'articolo

La conoscenza finanziaria salverà i risparmiatori

salvagente.png
È molto difficile riuscire a migliorare la qualità delle scelte finanziarie dei risparmiatori se questi non hanno delle nozioni per far di conto. Si può obiettare che questa è una visione esagerata. Dopo tutto per curarci dei malanni non prendiamo lezioni di medicina ma ci affidiamo al medico. Per analogia, si può sostenere, la soluzione è quella di delegare le scelte all’esperto e far decidere lui al posto nostro, sia questo un intermediario o un consulente finanziario. Ma non è esattamente così. Vai all'articolo

La mancanza di capitale di rischio in Italia e 2 effetti collaterali

capitale di rischio.png
Gli italiani non investono in azioni. La grande ricchezza delle famiglie è infatti composta in larga misura da immobili. Della ricchezza finanziaria, il 30% è detenuto come liquidità sui conti correnti e sui depositi bancari e postali. Trascurando i danni che la scelta comporta per i portafogli dei risparmiatori, questa situazione porta in aggregato ad un livello di capitale di rischio molto scarso con due forti implicazioni: un freno all’innovazione e un aumento della disuguaglianza. Vai all'articolo