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Imposta di bollo e risparmio: ecco cosa cambia

È ufficiale. Con la Legge di Stabilità 2014, votata la vigilia di Natale al Senato, è stata finalmente resa ufficiale la modifica dell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari. L’imposta, contro cui Risparmiamocelo si è battuto fin dalla sua nascita, ha così sostanzialmente attenuato il suo carattere regressivo, e non è più lesiva del piccolo risparmio. Vediamo di seguito quali sono le modifiche  (Art. 581) che sono state apportate e cosa cambia per la vita dei risparmiatori:

  • Subisce un inasprimento l’aliquota che passa dal 0,15% al 0,2%.
  • È stato eliminato l’importo minimo di 34,2 euro a decorrere dal 2014. In questo modo è stato eliminato quello che era un enorme disincentivo al piccolo risparmio nonché fonte di forte regressività e iniquità.
  • Per le persone giuridiche, viene innalzato il massimo dell’imposta da 4.500 a 14.000 euro.

Allo stato attuale i conti correnti bancari e postali continuano a pagare un’imposta fissa di 34,2 euro e godono di una zona di esenzione sotto i 5.000 euro. I buoni fruttiferi postali, pur essendo considerati strumenti finanziari, mantengono una no tax area sotto i 5.000 euro. Ecco quali sono gli effetti di questa impostazione:

  • L’imposta mantiene un carattere regressivo sui conti correnti, perché la misura fissa di 34,2 euro grava maggiormente sui piccoli conti correnti. Ad esempio, un conto corrente di 5.001 euro paga un’aliquota del 6,8 per mille, uno di 100.000 euro paga lo 0,3 per mille e uno di 1.000.000 di euro paga lo 0,03 per mille.
  • La diversa trattazione di conti correnti e strumenti finanziari (con l’ulteriore eccezione dei BFP) continua a generare forti distorsioni nel mercato rendendo alcuni prodotti più convenienti di altri a seconda dell’ammontare impiegato, come si vede chiaramente dal grafico sottostante che mostra il costo dell’imposta di bollo dato l’ammontare dell’investimento nei diversi prodotti.

Sotto i 5.000 euro, la no-tax area di cui godono conti correnti e Buoni fruttiferi postali rende questi strumenti fiscalmente convenienti (seppur l’abolizione del minimo di 34,2 abbia abbattuto il muro che prima separava questi due prodotti). Tra i 5.000 e i 17.100 euro invece la situazione è opposta perché l’importo fisso sui conti correnti rende questi strumenti più costosi degli strumenti finanziari. Per fare un esempio, un investimento di 10.000 euro pagherà meno (20 euro) se investito in un fondo comune piuttosto che non lasciato sul conto corrente (34,2 euro). Oltre i 17.100 euro torna a essere meno oneroso il conto corrente bancario o postale, su cui l’imposta peserà sempre meno all’aumentare del capitale, come visto sopra.

I buoni propositi per il 2014

Seppur estremamente soddisfatti del traguardo raggiunto con l’abolizione del minimo, i buoni proposti per l’anno prossimo in materia di imposta di bollo dovrebbero essere due:

  • Applicare un'aliquota proporzionale su strumenti finanziari e conti correnti: così da eliminare definitivamente il carattere regressivo che fa pagare di più a chi ha di meno ed eliminare le distorsioni del mercato favorendo la libera scelta dello strumento più adatto alle esigenze del singolo risparmiatore. Con questo ampliamento della base imponibile sarebbe possibile ridurre l’aliquota sensibilmente.
  • Introduzione di una no-tax area per piccoli importi su tutti i prodotti, in modo da sgravare completamente il piccolo risparmio.
Pubblicato il 27 dicembre 2013 da Lorenzo Saggiorato staff