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Bloomberg oscura i titoli finanziari russi: lo sfogo di un gestore sui social

Un clima da guerra fredda si respira sui mercati finanziari a seguito delle crescenti tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Russia che tengono tutto il mondo con il fiato sospeso.

Nei giorni scorsi, l'amministrazione Trump ha inflitto pesanti sanzioni a sette oligarchi russi, in stretti legami con il presidente Vladimir Putin, e alle 12 compagnie sotto il loro controllo.

Le reazioni sui mercati non si sono fatte attendere. La Borsa di Mosca è scesa di oltre il 10%, il rublo è precipitato e i prezzi di scambio delle società prese di mira dalle sanzioni si sono dimezzati.

Ma la notizia che ha fatto clamore non è tanto questa.

Pare che Bloomberg, la famosa multinazionale che fornisce dati finanziari, abbia deciso di censurare e non rendere visibili le informazioni sulle quotazioni dei titoli russi nella sua piattaforma.

Emblematico a riguardo è stato lo sfogo sui social di Giovanni Buffa, gestore del fondo azionario AcomeA Paesi Emergenti e AcomeA Asia Pacifico.

Riportiamo le sue parole:

“Quando stamattina mi sono recato a lavoro, il mio primo pensiero è stato quello di guardare al mercato russo per vedere se fossero sorte delle opportunità a lungo termine dopo la pesante correzione del mercato negli ultimi giorni.

Ma quando ho controllato le quotazioni della società russa United Company Rusal - ticker (RUAL) - il secondo più grande produttore al mondo di alluminio, sono stato sorpreso di vedere che Bloomberg aveva completamente nascosto i dati dell'azienda.

Di fatto, è stato impossibile verificare sia il prezzo di scambio attuale sia quello storico sulle Borse di Mosca, Londra e Hong Kong.
Il titolo della United Company Rusal non era stato in alcun modo sospeso dalle contrattazioni. Incredibilmente, la società era scomparsa dagli schermi di Bloomberg, come se non fosse mai esistita fino ad ora.

 

Quando ho chiesto a Bloomberg delucidazioni a riguardo, mi è stato comunicato che il motivo dell’oscuramento dei dati è strettamente legato alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti.

Non voglio entrare nel merito delle sanzioni - confessa Buffa - ma come investitore abbonato ad un servizio a pagamento, quale Bloomberg, ho il diritto di accedere alle informazioni e di vedere i prezzi dei titoli che intendo comprare. È come se Bloomberg mi dicesse cosa guardare e cosa no. Chiedo solo di avere la possibilità di esercitare liberamente il mio lavoro"

Lo sfogo a chiare lettere del gestore Buffa non può di certo lasciare indifferenti.  Viviamo nell’epoca dell’informazione, ma sembra essere ripiombati indietro di 40 anni quando, a parti invertite, lo Stato Sovietico imponeva la censura dei media e delle notizie provenienti dall’altra parte del mondo.

“Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”. Lo scriveva George Orwell nel romanzo 1984 e lo ribadisce Bloomberg nel 2018.

Il Grande Fratello continua ancora ad osservarti...

Pubblicato il 11 aprile 2018 da Elisabetta Villa staff