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Come investire la liquidità nell’era dei tassi a zero? Ecco le soluzioni ideali per i risparmiatori

Come investire la liquidità è un tormento che assilla milioni di risparmiatori italiani.

Stando alle ultime rilevazioni della Banca d’Italia, la liquidità che le famiglie e le imprese italiane tengono parcheggiata su depositi bancari infruttiferi ammonta a 1.350 miliardi di euro.
Il motivo è abbastanza semplice: i tassi di interesse sono a zero, se non addirittura negativi, e oggi trovare un investimento redditizio dove mettere i risparmi sembra essere diventata una vera mission impossible.

Ma prima di capire come impiegare la liquidità senza rinunciare ai rendimenti, vale la pena chiarirti perché ci troviamo in questa situazione.
Negli ultimi anni, un gigantesco programma di espansione monetaria (Quantitative Easing) condotto dalla BCE ha portato all’abbassamento generale dei tassi di interesse nell’eurozona al fine di dare spinta alla ripresa economica.

Il costo del denaro è diventato sempre meno oneroso per le banche, per i governi nazionali e anche per i risparmiatori.
Ma questo significa purtroppo dire addio ai cari e vecchi rendimenti offerti dall’investimento della liquidità a breve termine.

Ricordi quando qualche anno fa i titoli di stato italiani a breve termine rendevano il 5%? Beh, cari “Bot people”, la festa è finita e oggi non c’è più trippa per gatti.

Il grafico in basso, fa vedere come sono scesi i rendimenti sui Bot a 1 anno dal 2010 a oggi.

  

Presentiamo adesso alcune soluzioni che offre il mercato per far fronte al bisogno dei risparmiatori di investire la liquidità a basso rischio.

 

Investire la liquidità: quali rendimenti offrono i Buoni Fruttiferi Postali?

Il buono fruttifero postale, emesso da Cassa depositi e prestiti S.p.A. e garantito dallo Stato italiano, è tradizionalmente considerato l’emblema del risparmio sicuro per gli italiani. Sicurezza che si scontra inevitabilmente con una spaventosa magrezza di rendimenti.

Ecco quanto rende oggi un buono ordinario della serie TF120A180122. La colonna del "guadagno netto" si riferisce al rendimento realizzato dal risparmiatore se mantiene il buono fino alla scadenza del rispettivo anno. 

 

Rendimento buono fruttifero postale

 

Investire la liquidità: quali sono oggi i rendimenti sui conti deposito?

Il conto deposito è da molti visto come una valida scelta per parcheggiare la liquidità in eccesso dal conto corrente. Tuttavia, anche questo tipo prodotto si è dovuto adeguare ai tassi in vigore e offre al giorno d'oggi rendimenti microscopici.

Riportiamo i rendimenti medi sui conti deposito offerti dagli istituti bancari, presenti sul sito Qualeconto.it. Il confronto è stato fatto prendendo come riferimento un conto deposito vincolato da 5.000 euro.

Rendimento conto deposito

 

Investire la liquidità: quali sono le alternative ai conti deposito e ai buoni postali?

In alternativa ai depositi bancari e ai prodotti postali, esistono valide soluzioni offerte dal mercato del risparmio gestito. In particolare, parliamo di fondi comuni monetari e a breve termine.

Il fondo comune di investimento a breve termine è uno strumento finanziario con basso rischio, bassa volatilità e basse spese annuali. Un fondo a breve termine, investe principalmente in titoli del mercato obbligazionario a breve scadenza emessi da entità nazionali o sovranazionali.

Ma vediamo che rendimento hanno fatto negli ultimi anni i fondi comuni di diritto italiano appartenenti alla categoria“obbligazionari breve termine in valuta euro”.

Ecco la classifica dei migliori 15 fondi breve termine ordinati in base alle performance a cinque anni. 

Classifica fondi comuni breve termine euro

 

Se si guarda al primo fondo in classifica, AcomeA Breve Termine il rendimento netto cumulato negli ultimi 5 anni è stato del 15,54%.
Se prende l’ultimo anno, il 2,65% di rendimento è un’enormità se paragonato agli interessi attualmente offerti da conti deposito e buoni postali.

Va ovviamente detto, che nei fondi comuni, anche quelli a breve termine, nulla può essere garantito. Ma l’elevato grado di diversificazione, la capacità dei gestori di generare ritorni e le spese molto contenute possono rivelarsi l'asso nella manica per i tanti risparmiatori alla ricerca di un impiego redditizio della liquidità. 

Pubblicato il 16 marzo 2018 da Elisabetta Villa staff