No patrimonialina: primo successo per Risparmiamocelo! e per tutti i piccoli e medi risparmiatori italiani
Adesso sotto con le tasse ingiuste e la malafinanza
 
Siamo un gruppo di risparmiatori. Siamo professionisti, e attenti osservatori, del mondo del risparmio gestito. Crediamo nel valore del risparmio, di qualsiasi entità, perché frutto di sacrifici e mezzo per la realizzazione di progetti futuri. Quando nel dicembre 2011, con il decreto Salva-Italia, è stata introdotta una modifica all’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari, noi, come altri operatori del settore, abbiamo suonato un campanello d’allarme perché i nuovi provvedimenti avevano un impatto estremamente lesivo del piccolo risparmio e distorsivo del mercato.

In particolare, l’imposta era dovuta nella misura del 1 per mille (successivamente del 1,5 per mille) ma comunque per un importo minimo di 34,2 euro. La presenza dell’importo minimo rendeva l’imposta regressiva, e dunque anticostituzionale, perché chi investiva importi non consistenti si trovava a pagare un’aliquota molto più elevata di chi investiva grandi capitali. Inoltre si introduceva una struttura di costi che favoriva i conti correnti bancali e postali a discapito di altri strumenti più remunerativi ed evoluti, dirottando quindi il piccolo risparmio verso gli istituti bancari e le poste.

Abbiamo dunque deciso di combattere questo problema dando vita al blog Risparmiamocelo! agli inizi del 2013, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i risparmiatori italiani circa gli effetti della norma (leggi il manifesto di lancio).

Nel dicembre 2013, con l’approvazione della legge di Stabilità 2014, è stata vinta un’importante battaglia per 20 milioni di piccoli risparmiatori e per Risparmiamocelo!, perché è stato abolito il minimo dell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari, rendendola quindi proporzionale, nella misura del 2 per mille su qualsiasi importo investito. Questa modifica, pur introdotta a costo di un aumento dell’aliquota, ha abbattuto quello che costituiva un enorme disincentivo al piccolo risparmio.

Allo stato attuale la norma non ha più gli effetti devastanti che comportavano i 34,2 euro di importo minimo, ma permane un problema di regressività, perché sui conti correnti si continua a pagare un’imposta fissa di 34,2 euro annui, quindi il peso diminuisce al crescere del capitale depositato, e una discriminazione fiscale tra conti correnti, conti deposito, buoni fruttiferi postali e strumenti finanziari, che induce forti distorsioni nel mercato. Sono stati fatti quindi dei passi importanti ma la strada da percorrere è ancora lunga.

Risparmiamocelo! continua oggi a scandagliare il mondo del risparmio e dell’economia, lottando contro le tasse ingiuste, la malafinanza e gli sprechi, insomma tutto ciò che minaccia i nostri interessi di risparmiatori, cittadini, lavoratori e contribuenti.
 
 
 
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