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Cosa c’è da sapere sul Recovery Fund?

Il Recovery Fund segna un punto di rottura con il passato. Per la prima, emissioni congiunte di debito andrebbero a finanziare dei trasferimenti verso i paesi dell'Unione. Ecco come potrebbe funzionare il Recovery Fund

di Piero Cingari - 29 Maggio 2020 - 4'

La Commissione Europea ha finalmente presentato la proposta di un “Recovery Fund” da 750 miliardi di euro. Si tratta del più grande sforzo in termini di risorse mai messo a punto da parte dei paesi membri dell’Unione. Cerchiamo di dare risposta ai principali quesiti emersi su questo tema.

Quando verrà definitivamente approvato il Recovery Fund?

Sebbene ci siano ancora delle resistenze da parte di alcuni paesi (Austria, Olanda, Svezia e Danimarca), la proposta finale è in linea con le indicazioni espresse da Francia e Germania e pertanto ci si attende una soluzione di compromesso nel meeting dell’Eurogruppo di Luglio 2020. Successivamente ci sarà l’approvazione da parte dei parlamenti di ogni stato membro entro la fine dell’anno. I fondi comunque potranno essere disponibili non prima del 2021.

Come verranno sborsate le risorse del Recovery Fund?

Dei 750 miliardi previsti, 500 potranno essere sborsati sotto forma di trasferimenti e i restanti 250 sotto forma di prestiti. Per i trasferimenti, si tratterebbe a tutti gli effetti di sovvenzioni che non andrebbero ad incrementare il debito del paese ricevente.

Quali sono i paesi che ne beneficerebbero di più?

I principali beneficiari sono i paesi dell’Europa orientale e dell’Europa meridionale, nonché i paesi più colpiti dal crollo del turismo (Grecia, Cipro, Portogallo, Italia e Spagna).

Quanto potrebbe ricevere l’Italia dal Recovery Fund?

I numeri sono ancora da confermare, ma dalle prime indiscrezioni si parlerebbe di circa 80mld sotto forma di trasferimenti e 90mld di prestiti. I primi, come detto, non andrebbero ad influire sul nostro rapporto debito/PIL. Diciamo che al momento all’allocazione delle risorse del Recovery Fund ci vede come uno dei maggiori beneficiari tra i grandi paesi insieme alla Spagna.

Quali sono gli obiettivi del Recovery Fund?

Il fondo verrà utilizzato per affrontare tre principali obiettivi:

1) Supportare gli Stati membri con investimenti e riforme

2) Incentivare gli investimenti privati

​​3) Affrontare le ripercussioni della crisi.

Quali sono i settori che ne beneficeranno di più?

La proposta identifica 14 settori chiave in cui i fondi verrebbero distribuiti. Questi

Includono il turismo (164 miliardi di euro), energie rinnovabili (100 miliardi di euro), industrie ad alta intensità energetica (88 miliardi di euro) e tecnologia e digitale (66 miliardi di euro)

Come verrà finanziato il Fondo e quando dovrà essere rimborsato?

Per finanziare le sovvenzioni e i prestiti del Recovery Fund è prevista sia l’emissione di obbligazioni congiunte sul mercato dei capitali, sia contributi da parte degli Stati Membri al Budget Europeo.

Le obbligazioni avranno come emittente la Commissione Europea e avranno una scadenza compresa tra 7 e 37 anni con tassi d’interesse molto bassi.  La natura a lungo termine dei prestiti e delle sovvenzioni è sicuramente un aspetto positivo. Inoltre, nulla vieta alla scadenza dei prestiti di poter “rollare”, cioè pagare i titoli maturati ed emetterne altri nuovamente.

Perché il Recovery Fund potrebbe davvero essere un “game changer” per l’Europa?

Con il Recovery Fund, per la prima volta, è stato inaugurato un principio di emissioni congiunte di debito per ottenere risorse da trasferire all’interno dell’Unione Europea, superando i meccanismi standard del budget europeo. Ma, ancor più rilevante è il fatto che queste risorse verranno distribuite in misura più ampia verso quei Paesi che al momento sono più in difficoltà.

Pertanto, rispetto al passato la proposta del Recovery Fund rappresenta sicuramente un fattore nuovo e positivo per la politica fiscale comunitaria.

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