Rimani sempre aggiornato

Per te, ogni due settimane, una selezione dei migliori articoli del blog.

Informativa ai sensi dell'articolo 13 del D.lgs. 196/03

Seguici

FMI, addio criptovalute e conti correnti: “una nuova moneta digitale verrà emessa dalle banche centrali”

In occasione del Singapore Fintech Festival, Christine Lagarde, direttrice del FMI ha aperto la strada per la nascita di monete digitali emesse dalle banche centrali di tutto il mondo...

di Luigi Ripamonti - 14 novembre 2018 - 4'

Le banche centrali mondiali emetteranno una nuova forma di moneta digitale. A comunicare direttamente la notizia è stata la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, durante il “Singapore Fintech Festival”.

Prima di chiarirne il funzionamento, è necessario comprendere le parole del capo del FMI che testimoniano la portata della rivoluzione finanziaria che oggi sta avvenendo sotto i nostri occhi.

“Quando il commercio era locale, centrato attorno alla piazza della città, il denaro sotto forma di monete metalliche da gettoni era sufficiente. Ed è stato efficiente.

Oggi siamo difronte ad una svolta storica. Voi, giovani e audaci imprenditori non state solo inventando servizi, state potenzialmente reinventando la storia. Soffia un nuovo vento, quello della digitalizzazione. Scambiamo informazioni, servizi, istantaneamente … peer to peer, da persona a persona. E questa è la chiave: la natura del denaro stesso sta cambiando. Ci aspettiamo che diventi più pratico e user-friendly, forse anche meno serio, integrato con i social-media, più economico e più sicuro dalle frodi.” 

Che futuro avrà il denaro contante? Tra vent’anni nessuno scambierà più dei pezzi di carta…

Christine Lagarde

Ma quale sarà il ruolo dello stato e delle banche centrali nel mondo del Fintech?

Diverse banche centrali di tutto il mondo stanno prendendo seriamente in considerazione l’idea di emettere una valuta digitale (CBDC-Central Bank Digital Currency) avente corso legale [1].

La prima a condurre un progetto pilota è stata la Banca Centrale dell’Uruguay con l’emissione dell’E-Peso [2]. Anche Australia, Canada, Cina, Svezia e Regno Uniti si stanno muovendo verso questa direzione.

Come potrebbe funzionare una moneta digitale emessa dallo stato?

A differenza dei nostri conti correnti in banca, anch’essi digitali, una CBDC rappresenta una passività per lo stato, esattamente come il cash. La moneta digitale è destinata all’utilizzo da parte dei cittadini e delle imprese.

Come funziona? Un pagatore accede al suo conto presso la banca centrale, tramite app, e trasferisce i suoi soldi ad un conto destinatario, anch’esso tenuto presso la banca centrale. La banca centrale agisce da libro mastro: ne assicura il regolamento solo dopo la verifica dei fondi e dell’autenticità dei conti. Le informazioni sulla privacy degli utenti verrebbero protette dalla divulgazione a terze parti e comunicate soltanto per fini giudiziari.

Quali sono i benefici di una CBDC?

Il grande goal di una CBDC è quello di ridurre i costi del contante per la società nel suo complesso. Tra i vantaggi più importanti si segnalano:

  • Lotta alla corruzione. Prevenzione e controllo sull’evasione fiscale, riciclaggio di denaro e finanziamento ad attività terroristiche.
  • Riduzione dei costi di stampa e logistici della cartamoneta
  • Migliorare la protezione dei consumatori e la sicurezza dei dati personali.
  • Favorire l’inclusione finanziaria. Tutti i cittadini di una nazione avrebbero accesso ad un mezzo di pagamento.

La previsione di una CBDC sarebbe quindi positiva per i cittadini e le imprese, negativa per i criminali e migliore per lo stato. Infine, potrebbe competere con i tradizionali depositi bancari (conti correnti) e determinare, una volta per tutte, l’estinzione delle criptovalute.

 

 


1) Casting Light on Central Bank Digital Currencies, IMF 2018

2) Central Bank Digital Currency, A Central Bank Perspective, BCU 2018

 

Rimani sempre aggiornato

Per te, ogni due settimane, una selezione dei migliori articoli del blog.

Informativa ai sensi dell'articolo 13 del D.lgs. 196/03