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Il debito mondiale può innescare una nuova crisi finanziaria?

Il debito mondiale può causare una nuova crisi?

Cosa si intende per debito mondiale? Chi lo deve pagare a chi? Ma soprattutto, esiste il rischio di causare una nuova crisi finanziaria?

di Elisabetta Villa - 17 settembre 2018 - 4'

Il debito mondiale ha raggiunto un nuovo record: 250 trilioni di dollari, pari al 318% del Pil globale. Dieci anni fa, valeva “soltanto” 165 trilioni di dollari.

Cosa si intende per debito mondiale? Chi lo deve pagare a chi? Potrebbe innescare una nuova crisi finanziaria?

Per rispondere a queste domande, è necessario chiarire il significato della parola “debito”. Il debito rappresenta una passività finanziaria, cioè una somma di denaro che una persona, azienda o Stato deve ad un prestatore. Ma ogni passività finanziaria, inclusi i debiti, è associata ad una corrispondente attività finanziaria. In sostanza, il debito complessivo e le attività corrispondenti si annullano a vicenda.

Quando metti i soldi in deposito bancario, la banca li utilizza per prestare denaro a qualcun altro che vuole acquistare una casa o un macchinario produttivo. La tua attività finanziaria diventa un debito per la banca. Il che non è poi così grave. Il debito è sia una passività sia una risorsa e consente all’economia di espandersi e di crescere. Per debito mondiale si intende dunque il totale degli oneri finanziari dovuti da famiglie, imprese e governi.

Chi deve pagare il debito mondiale?

Secondo l’Institute of International Finance, l’onere più alto (73 trilioni di dollari) ricade sulle società non finanziarie. Al secondo posto per livello di indebitamento ci sono i governi di tutto il mondo, con un debito di 66 trilioni. Le istituzioni finanziarie mostrano invece un debito complessivo di 58 trilioni di dollari. Infine, ci sono consumatori e famiglie, con un debito totale di $ 45 trilioni.

Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti sono i più indebitati al mondo con $ 65 trilioni di debito. A seguire c’è la Cina ($ 36 trilioni), che ha raddoppiato il suo debito in soli 10 anni. Da non sottovalutare anche i 27 trilioni di dollari di debito dei mercati emergenti (escludendo la Cina), che per circa 1/3 è dovuto in “valuta forte”.

 

Se invece vuoi dare un’occhiata alla mappa mondiale dei paesi in base al rapporto debito/Pil, clicca qui.

Ma allora dovremmo preoccuparci del debito mondiale?

Il problema si presenta quando l’eccessivo ammontare di debito comporta l’impossibilità di ripagare gli interessi. In quel caso, il debitore va in bancarotta e di riflesso causa una perdita di ricchezza per il creditore.

Immaginate di aver prestato i vostri soldi ad un Paese, attraverso l’acquisto dei suoi titoli di Stato. Se il Paese non ripaga gli interessi del titolo e dichiara il default, i vostri risparmi potrebbero essere in tutto o in parte colpiti. Con l’aumento dei tassi di interesse, l’attenzione sulla sostenibilità del debito mondiale si fa sempre essere più pressante.

Oggi, investitori ed economisti si chiedono oggi se il debito mondiale possa davvero innescare una nuova e contagiosa crisi finanziaria. In molti però sono concordi nel ritenere che esistono almeno due fattori ad alleviare le paure:

1) Una fetta importante del debito mondiale è detenuta dalle banche centrali. Fed, Bce e BoJ hanno espanso i loro bilanci da 3 trilioni di dollari nel 2007 a 15 trilioni nel 2018, soprattutto grazie all’acquisto di titoli di stato.

2) Dopo il fallimento Lehman Brothers, il contesto normativo del settore finanziario si è fatto più stringente e meno suscettibile ad innescare una nuova crisi sistemica.

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