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Investire sui mercati emergenti nei momenti di crisi: rischio o opportunità?

Come hanno reagito in passato i mercati emergenti nei momenti di maggiore tensione? Andiamo a ripercorrere l'andamento dell'indice MSCI Emerging Markets negli ultimi 25 anni.

di Piero Cingari - 28 agosto 2018 - 5'

Investire sui mercati emergenti è un’idea che riaffiora spesso nella mente degli investitori.

Raramente, questo pensiero si fa vivo quando i mercati finanziari dei emergenti sono sotto l’occhio del ciclone.

Ad agosto 2018, infatti, l’indice MSCI Emerging Market, termometro del mercato azionario dei Paesi Emergenti, segna un -20% dai valori massimi di fine gennaio.

Di fatto, si è superata la soglia di correzione di mercato e si è entrati in ciò che in gergo finanziario prende il nome di mercato orso (bull market).

Ma cosa è accaduto in passato quando i mercati emergenti hanno subito una correzione o sono entrati in un mercato orso?

Innanzitutto, vale la pena menzionare i periodi in cui i mercati emergenti hanno subito un crollo. Dal 1994 a oggi, si sono verificati 13 bear markets e 11 correzioni dell’indice MSCI Emerging Market. Per fare un paragone, l’indice americano S&P 500 ha vissuto “solo” 7 correzioni e 4 mercati orso.

Elenco dei ribassi dell'indice MSCI Emerging markets

 

La tesi che questi mercati siano associati ad una volatilità maggiore rispetto ai mercati dei paesi più avanzati, sembrerebbe dunque essere confermata. Visti i ribassi frequenti, e anche vistosi, penseresti che solo un 

 

pazzo rischierebbe di investire i suoi soldi nei mercati emergenti.

Invece, le cose non sono così scontate come sembra.

È interessante considerare infatti le performance dell’indice MSCI Emerging Market, nei mesi successivi ai crolli di mercato.

Questa tabella riassume le performance di un investimento sui mercati emergenti, quando questi sono scesi del 20%.

Mercati emergenti: andamento dopo un drawdown del 20%

Dopo 1 anno, il rendimento medio è stato del 20,19% che di fatto avrebbe colmato il crollo precedente. I valori presentano comunque un’elevata dispersione (dal -50% di Febbraio 2008 al 86% di Dicembre 2008). A 3 anni invece, il rendimento medio è stato del 43,38% con una dispersione ridotta. Infine, a 5 anni di distanza dal crollo, l’investimento avrebbe reso in media il 70,97%, con l’unico caso negativo di Novembre 1997.

Diamo anche un’occhiata a cosa sarebbe successo se avessi investito nei mercati emergenti dopo un calo del 30%.

Mercati emergenti dopo un crollo del 30%

Dopo 1 anno, il rendimento medio sarebbe stato del 17,3% dopo 3 del 34% e dopo 5 del 92%.

I mercati emergenti sono un rischio o un’opportunità?

Previsioni mercati emergenti

Investire in mercati ad elevata volatilità, come quelli emergenti, mette a dura prova la resistenza dell’investitore.

Ma la parte positiva di questa vicenda è che proprio nelle fasi di crisi sono nate interessanti opportunità di guadagno.

D’altronde, “avere paura quando tutti hanno fiducia ed essere coraggiosi quando tutti hanno paura”, è una strategia che ha reso Warren Buffett uno degli investitori migliori di sempre. Se questo varrà anche per i mercati emergenti, oggi non è dato saperlo.

Là fuori nessuno possiede la sfera di cristallo dicendoti esattamente qual è il momento giusto per investire.

Ancora una volta, la scelta più saggia per il risparmiatore è quella di affidarsi a professionisti del risparmio che quotidianamente monitorano i mercati e lavorano per la realizzazione di portafogli diversificati.

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