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Lo spread della disoccupazione è il vero dramma sociale di questa Europa…

Nel 2007, il tasso di disoccupazione greco era più basso di quello tedesco e l'Italia era uno dei paesi con la disoccupazione più bassa in Europa. Dodici anni dopo il quadro è sconcertante...

di Piero Cingari - 26 Giugno 2019 - 4'

Nove anni dopo lo scoppio della crisi economica globale, il tasso di disoccupazione nell’Unione Europea si trova ai livelli più bassi di sempre (6,4%). Un dato che però nasconde delle profonde disparità.

Infatti, nonostante la ripresa generale del mercato del lavoro europeo, ancora oggi permangono sostanziali differenze nel tasso di disoccupazione tra i paesi membri.

Se guardiamo alla locomotiva d’Europa, l’economia tedesca ha ormai raggiunto lo stato di “piena occupazione”. Il tasso di disoccupazione in Germania viaggia intorno al 3% ed è più che dimezzato rispetto al periodo antecedente la crisi. Lo stesso non può certo dirsi per la “periferia” dell’Europa.

In Italia, il tasso di disoccupazione è pari al 10% e ci sono 2,65 milioni di disoccupati, il doppio rispetto al 2007.

In Spagna, i disoccupati ammontano a 3,1 milioni, erano 2 milioni prima della crisi, e il tasso di disoccupazione è pari al 14,7%.

Per non parlare della Grecia, dove ancora oggi il tasso di disoccupazione è del 18,1%, quando invece nel 2007 viaggiava intorno al 8% ed era più basso di quello tedesco.

Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat

Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat

 

Nei paesi dell’Europa periferica, i giovani e le donne sono i gruppi della popolazione più colpiti dal fenomeno della disoccupazione.

In Italia e in Spagna, un terzo dei giovani è ancora oggi senza un impiego lavorativo mentre in Grecia questa proporzione raggiunge il 40%.

Da altre parti, come in Germania, soltanto 5 giovani su 100 sono disoccupati.

In conclusione, il quadro che emerge da questi numeri testimonia un mercato del lavoro a due facce in Europa. Da un lato, i paesi del Nord hanno ridotto i loro livelli di disoccupazione rispetto al periodo precedentemente alla crisi. Dall’altro preoccupa in modo particolare la presenza di tassi di disoccupazione a doppia cifra nei paesi del Sud, come Italia e Spagna, considerando che ci troviamo oggi in una fase finale del ciclo di espansione economica. In futuro, senza sforzi comuni in tema di politica fiscale, una nuova recessione economica aggraverebbe ancor di più le disparità del mercato del lavoro tra i paesi membri.

 

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