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5 motivi per cui il conto corrente non è sicuro

Uomo affoga a causa dei costi del conto corrente

Esistono almeno 5 validi motivi per cui non è sicuro lasciare troppa liquidità sui conti correnti. Quali sono le alternative poco rischiose per impiegare i risparmi?

di Alessandro Leozappa - 6 febbraio 2017 - 7'

È sicuro tenere tutti i risparmi sul conto corrente?

Iniziamo da un dato incontrovertibile. Gli italiani tengono troppa liquidità: quasi millecinquecento miliardi, pari al 30% della ricchezza delle famiglie è parcheggiata sui conti correnti e conti deposito. Si tratta di risparmi infruttiferi che gli italiani non investono per motivi principalmente legati a una eccessiva avversione al rischio e una carente cultura finanziaria.

Mantenere una parte di liquidità per soddisfare le nostre esigenze di breve termine può essere una scelta tanto naturale quanto saggia, ma mantenerne in eccesso può trasformarsi in una non scelta che esclude a priori alternative molto valide ed espone a conseguenze inevitabili. Normalmente la nostra liquidità viene lasciata sui conti correnti o conti deposito bancari per ragioni legate alla sicurezza. Ma se pensate che questa scelta sia totalmente priva di costi e di conseguenze negative, beh vi state sbagliando di grosso.

Abbiamo scelto 5 validi motivi per cui non è sicuro lasciare troppa liquidità sul conto corrente.

 

1) COSTI IN AUMENTO

Dal fallimento delle quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e CariFerrara) alla questione dei crediti deteriorati passando per le sfide regolamentari poste da Basilea, sono i correntisti a pagare a caro prezzo gli effetti di un anno abbastanza turbolento per l’industria bancaria italiana.

Come abbiamo già anticipato in un altro articolo, il costo complessivo medio annuo di un conto corrente in Italia è aumentato del 13% passando da 127,50 euro di gennaio 2016 ai 144,70 di gennaio 2017. La versione online dei conti correnti è aumentata ancora di più, da 98,70 a 115,60 euro: +17%.

2) RISCHIO BAIL IN

Dal 1° gennaio 2016 è pienamente applicabile in Italia la Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) che detta precise regole per la gestione delle crisi bancarie. Nel caso in cui le Autorità di Risoluzione (in Italia, Banca d’Italia) avviassero una procedura di Risoluzione per un istituto di credito, si può applicare il cosiddetto Bail in che prevede un salvataggio con denaro reperito all’interno dell’istituto.

L’ordine di priorità per il Bail in è il seguente: i) gli azionisti; ii) i detentori di altri titoli di capitale, iii) gli altri creditori subordinati; iv) i creditori chirografari; v) le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di depositi per l’importo eccedente i 100.000 euro.

3) EFFETTO INFLAZIONE

L’inflazione erode inesorabilmente il potere d’acquisto dei risparmi, nel corso del tempo.

Lasciando parcheggiati i nostri risparmi su conti correnti si rischia di vanificare il nostro sforzo e di osservare inermi la perdita del valore dei nostri soldi. Questo perché 10.000 euro oggi avranno un valore reale più basso nel futuro a causa dell’effetto inflazione che nel frattempo ha fatto aumentare il costo dei beni e servizi che ogni anno acquistiamo.

Per dimostrarvelo abbiamo simulato cosa potrebbe accadere a € 10.000 parcheggiati su un conto corrente bancario per 6 anni, dal 2011 al 2016, prendendo come riferimento il tasso d’inflazione medio degli ultimi 6 anni in Italia (pari al 1,15%) e aggiungendo il costo medio annuale di un conto corrente pari a 144,7 €.

Fonte: Redazione di Risparmiamocelo!

I risultati sono impressionanti. Dopo 6 anni il potere d’acquisto dei nostri risparmi è pari a 8.526 euro, registrando una perdita di 1.474 euro. I costi della banca e l’inflazione hanno eroso quasi il 15% dei nostri 10.000 euro depositati sul conto corrente.

Da questo esempio risulta evidente che i risparmi lasciati sul conto corrente determinano un serio impoverimento della nostra situazione finanziaria.

Insomma, se il Bail in ci aveva messo in guardia consigliandoci di non tenere una liquidità eccedente ai 100.000 euro, con l’effetto inflazione sarebbe più opportuno ed efficiente limitare al minimo indispensabile le nostre giacenze in banca.

4) IMPOSTA DI BOLLO E TASSA PATRIMONIALE

Per i correntisti con giacenza media annuale maggiore a 5.000 euro si somma un altro tipo costo che è quello dato dall’imposta di bollo pari a 34,20 euro all’anno. Non è infine neppure così tanto remoto pensare al rischio di un vero e proprio prelievo forzoso sui conti correnti, come si verificò nella notte tra il 9 e il 10 luglio del ’92 e più recentemente nel settembre 2016 con la “tassa di solidarietà” applicata da alcuni istituti (Banco Popolare, Unicredit e Ubi) in forza del loro contributo al “Fondo Nazionale di Risoluzione”.

5) COSTO OPPORTUNITA’

La liquidità parcheggiata sul conto corrente non è adatta a soddisfare i nostri obiettivi di risparmio. Infatti, i nostri soldi possono incrementare il loro valore grazie ai rendimenti degli asset disponibili sui mercati finanziari. Rifacendoci all’esempio di prima, questa volta abbiamo simulato un investimento di 10.000 nel fondo comune “AcomeA Breve Termine classe A2” prendendo come riferimento le performance annuali dal 2011 al 2016 al netto dei costi di gestione.

Fonte: Redazione di Risparmiamocelo!

Elaborazione dati con simulatore di portafogli AcomeA

Dall’esempio si evince un esito diametralmente opposto a quello precedente. I nostri risparmi dopo 6 anni da 10.000 euro sono diventati 13.290 euro, grazie a una performance del fondo di quasi il 33%, mentre se li avessimo lasciati sul nostro conto corrente bancario avremmo “bruciato” circa il 15% del loro valore.

AcomeA offre una soluzione innovativa per tutti i risparmiatori che vogliono tenere al sicuro la loro liquidità in modo efficiente: “Sicurezza” è il nuovo pacchetto che combina un fondo d’investimento a breve termine con uno degli esclusivi Optional di AcomeA.

I fondi a breve termine di AcomeA, indirizzando tutto il portafoglio in strumenti obbligazionari e di liquidità, sono adatti a chi vuole investire in un orizzonte temporale di breve periodo, ovvero di qualche anno.

Gli Optional invece permettono di personalizzare l’investimento a proprio piacimento, scegliendo tra una vasta gamma di meccanismi automatici che consentono di agire evitando gli errori dettati dall’emotività. Uno di questi è l’Optional “Reinvesti i Profitti” che può consentire tra le sue configurazioni di investire i profitti derivanti da un fondo a basso rischio (come AcomeA Breve Termine) in un fondo a rischio medio/alto.

Grazie al pacchetto Sicurezza è possibile finalmente mettere al sicuro i nostri risparmi dall’erosione caratteristica dei conti correnti e nel frattempo non rinunciare a potenziali rendimenti.

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