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Tasse sulle plusvalenze finanziarie: dove si paga di meno in Europa?

Una ricerca pubblicata della Banca d’Italia svela le differenze di tassazione sulle plusvalenze finanziarie applicate dai vari paesi europei.

di Piero Cingari - 29 Maggio 2019 - 3'

Nel dibattito politico degli ultimi tempi, si sente parlare della possibilità di azzerare l’aliquota di imposta sulle plusvalenze ottenute dagli investimenti in titoli di stato italiani.

La legge italiana sulla tassazione dei guadagni da investimenti finanziari prevede un’aliquota del 12,5% per i nostri titoli di stato (Bot, BTp, CCT, Ctz) e del 26% per gli altri strumenti finanziari (azioni, fondi comuni, valute e obbligazioni societarie).

Si tratta di un livello di tassazione basso o elevato? E quanto si paga invece negli altri paesi europei?

Una ricerca condotta dalla Banca d’Italia fornisce un’interessante panoramica sulla tassazione delle plusvalenze finanziarie nei vari paesi europei. Per effettuare un confronto tra paesi, però è opportuno differenziare tra plusvalenze sui titoli di stato e quelle applicate sugli altri strumenti finanziari.

Diamo uno sguardo alle aliquote fiscali applicate sulle plusvalenze di titoli di stato.

Come si può vedere dal grafico, sei paesi europei (Bulgaria, Croazia, Grecia, Irlanda, Lettonia e Slovenia) prevedono l’esenzione totale sulle plusvalenze ottenute dall’investimento in titoli governativi. Anche Cipro, seppur non esente, mostra una percentuale di aliquota fiscale molto bassa (3%). Subito dopo, c’è l’Italia con il 12,5%. Al contrario, i paesi scandinavi e la Francia sono quelli con le aliquote fiscali più elevate sulle plusvalenze da titoli di stato.

Passiamo ora alle aliquote fiscali applicate sulle plusvalenze derivanti da azioni, fondi comuni di investimento e obbligazioni societarie.

 

Anche per le plusvalenze sulle azioni e sugli altri strumenti finanziari diversi dai titoli di stato, Bulgaria e Croazia offrono l’esenzione totale, confermandosi due “paradisi fiscali” per la tassazione sui redditi da capitale.

Con il 26%, l’Italia si colloca questa volta nella parte media della classifica. Rimane invece molto elevata la tassazione nei paesi scandinavi e in Francia.

Il quadro generale suggerisce un’elevata differenza nella tassazione dei redditi da capitale in Europa. Oltre alle aliquote fiscali, ci sono paesi che applicano regole speciali ed esenzioni che richiedono un approfondimento molto più dettagliato. Per quanto riguarda però l’aliquota del 12,5% sui nostri Btp, i dati dimostrano che siamo uno dei paesi con la tassazione sulle plusvalenze da titoli di stato più bassa in Europa.

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