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È davvero il momento di investire in beni di rifugio?

Quando le paure aumentano e i mercati scendono, tutti vogliono rifugiarsi nei cosiddetti beni di rifugio. Ma anche la sicurezza ha il suo prezzo...

di Piero Cingari - 25 Febbraio 2020 - 5'

Nelle ultime settimane, la diffusione del coronavirus al di fuori della Cina, con l’arrivo in Italia e in Europa, sta portando gli investitori a domandarsi se davvero è arrivato il momento di investire in beni di rifugio.

Dopo lo scoppio del virus, le prime reazioni delle borse mondiali sono state caratterizzate da sentimenti di risk-off: svendita di asset rischiosi, come azioni e obbligazioni societarie o emergenti, e acquisto di asset sicuri e di qualità.

Tuttavia, questo tipo di comportamenti può avere vita breve nonché nascondere costi e rischi spesso sottovalutati.

Cosa sono i beni di rifugio?

Per beni di rifugio, o asset sicuri o di “qualità”, si intendono particolari attività la cui domanda cresce nei momenti di maggior instabilità economica. La ragione di fondo è che un asset di rifugio conserva il suo valore nel corso del tempo e gli investitori lo scelgono per limitare la loro esposizione alle perdite del mercato.

Le caratteristiche essenziali dei beni di rifugio sono principalmente due:

  1. Liquidità: i beni di rifugio hanno la capacità di poter essere convertiti in denaro, mantenendo il valore.
  2. Bassa volatilità: gli asset di rifugio presentano oscillazioni di prezzo inferiori rispetto ad altre attività più rischiose.

Gli asset sicuri svolgono dunque una funzione di protezione del portafoglio nelle fasi ribassiste dei mercati. Un po’ come una sorta di assicurazione contro i rischi.

Quali sono i beni di rifugio?

I beni di rifugio più tradizionali sono:

  • Metalli preziosi: l’oro e l’argento sono considerati parcheggi di valore. Trattandosi di beni fisici esistenti in natura, non possono essere stampati come le banconote e il loro valore non è influenzato dalle variazioni dei tassi di interesse.
  • Obbligazioni governative di elevata qualità: i Treasury americani e i Bund tedeschi sono asset che incorporano la fiducia degli investitori nella capacità creditizia di paesi solidi come gli Stati Uniti e la Germania. Per questo motivo, nei momenti di maggior tensione sui mercati, gli investitori prediligono l’investimento in questo tipo di obbligazioni.
  • Valute “stabili”: alcune valute sono considerate di maggior qualità rispetto ad altre. Il dollaro è la principale valuta di riserva mondiale: oltre il 60% delle riserve delle banche centrali globali sono espresse in dollari.
    Il franco svizzero è la valuta di rifugio per eccellenza, data la stabilità del governo svizzero e del suo sistema finanziario. Anche lo yen giapponese continua a godere dello status di bene di rifugio, nonostante la debole crescita economica giapponese, i rendimenti negativi e le pressioni deflazionistiche.
    Il motivo dipende delle massicce riserve di attività estere dei giapponesi, che nei momenti di avversione al rischio vengono smobilizzati causando l’apprezzamento della valuta locale.

Costi e rischi di investire in beni di rifugio

Non è tutt’oro quel che luccica, e la scelta di investire in beni di rifugio presenta costi e rischi. Insomma, anche la sicurezza si paga.

I beni di rifugio sono asset improduttivi, e cioè attività che non producono dividendi o interessi attivi agli investitori.

Pertanto, esiste un costo opportunità nel detenere investimenti in beni di rifugio: un ritorno atteso più basso dall’investimento.

Altri asset rischiosi, infatti, come le azioni o le obbligazioni societarie o di paesi emergenti, mostrano rendimenti potenziali più elevati rispetto ad un asset di rifugio.

Ad esempio, investendo in beni rifugio dall’inizio della crisi finanziaria del 2008, si sarebbero perse innumerevoli opportunità di rendimento sui mercati azionari.

Investire in beni di rifugio comporta rischi legati al fattore temporale. Non è possibile conoscere a priori la durata di un mercato ribassista, e cioè la fase in cui sale la domanda per gli asset di rifugio.

La corsa improvvisa all’acquisto di asset sicuri potrebbe aver creato altre opportunità in aree precedentemente considerate rischiose. Ad esempio, le azioni cicliche (azioni in cui i prezzi sono particolarmente influenzati dagli alti e bassi dell’economia generale).

Semplicemente, i mercati e le economie sono dinamici e presentano molteplici e mutevoli rischi e opportunità. Gli investitori hanno diverse esposizioni al rischio e priorità di investimento.

Ma una cosa è chiara: l’investimento in beni di rifugio deve rimanere confinato al ruolo di effettiva diversificazione e protezione del portafoglio. Un’elevata e prolungata esposizione ai beni di rifugio può far perdere importanti opportunità di guadagno altrove.

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