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5 motivi per cui non conviene investire in oro

conviene investire in oro

L'oro è visto come un bene di rifugio quando le cose sui mercati vanno male. Ma vale davvero la pena investire in oro?

di Piero Cingari - 10 ottobre 2018 - 7'

Molti pensano che investire in oro sia una delle strategie di difesa per eccellenza nei periodi di incertezza politica ed economica. La storia infatti è piena di esempi di stati falliti, imperi collassati e pesanti deprezzamenti valutari. Durante questi periodi, gli investitori che detenevano oro sono stati in grado di proteggere con successo la loro ricchezza.

L’oro viene visto come un bene di rifugio per ripararsi dalla discesa dei mercati finanziari. A differenza delle banconote, che si svalutano a causa dell’inflazione, l’oro è in grado di mantenere il suo valore nel tempo.

Ma investire i risparmi in oro conviene ancora oggi? Prima di rispondere a questa domanda però occorre capire come si può investire in oro.

Come investire in oro

L’oro da investimento può assumere diverse forme. Il modo più tradizionale per investire in oro è l’acquisto di lingotti d’oro. In alcuni paesi, come Canada, Svizzera e Austria è possibile acquistare lingotti d’oro presso gli istituti bancari. Un altro modo per investire in oro fisico è quello di comprare monete d’oro.
Tuttavia, detenere e conservare l’oro fisicamente espone a rischi facilmente intuibili. Per questo motivo, è possibile investire in oro, senza l’inconveniente di detenerlo e conservarlo, attraverso l’acquisto di ETF sull’oro. In questo caso, l’indice replica l’andamento dell’oro sui mercati regolamentati.
Un’altra alternativa per evitare di esporsi all’oro fisico è quella di investire in azioni di aziende legate al metallo giallo. Se la quotazione dell’oro sale, anche i profitti delle società minerarie cresceranno e di converso aumenterà il prezzo delle loro azioni.

Conviene investire in oro?

Per accertare i meriti di investimento dell’oro, controlliamo la sua performance rispetto alle azioni e alle obbligazioni negli ultimi 45 anni.
L’orizzonte temporale non è casuale. Nell’agosto 1971, infatti, il Presidente americano Nixon sancì la fine del “Gold Standard”, che stabiliva un rapporto di cambio fisso tra oro e dollari.

Da lì in poi il prezzo dell’oro ha cominciato a fluttuare sul libero mercato, come un vero e proprio asset di investimento.

Questa tabella riporta i rendimenti annuali reali (al netto dell’inflazione), di 3 asset:

  • L’indice azionario americano S&P 500 Total Return
  • I titoli di stato americani a breve scadenza, denominati con il termine bond “risk free”.
  • La quotazione di mercato dell’oro rispetto al dollaro. 

 

Rendimenti dell'oro delle azioni e dei bond

1) Che correlazione c’è tra oro e mercati?

La prima cosa che ci viene in mente guardando alla tabella è capire che tipo di correlazione sussiste tra azioni e oro e tra oro e titoli risk free.

Ecco una tabella che riporta la matrice di correlazione.

 

correlazione oro mercati

 

Come ci si poteva aspettare, la correlazione che c’è tra oro e azioni è negativa (-0,27). E cioè, quando le azioni salgono l’oro scende e viceversa, ma questo valore è comunque debole e probabilmente non significativo. Lo stesso si può dire tra i titoli risk free e l’andamento dell’oro (-0,32).

Non si può quindi affermare con assoluta certezza che l’oro sia in grado di muoversi sistematicamente in direzione contraria rispetto al mercato. Questo risultato ridimensiona la portata dei benefici di diversificazione del portafoglio attribuiti all’investimento in oro.

2) Investire in oro ha reso molto meno rispetto all’investimento azionario

 

Quanto si guadagna con l'oro

Nel periodo considerato, l’investimento in oro ha reso complessivamente il 455%, mentre il mercato azionario ha guadagnato in totale il 1728%. Si tratta di una distanza tre volte maggiore.

1000 dollari investiti in oro nel 1972, oggi varrebbero 5.554 dollari con una crescita media annualizzata del 3,8%.

1000 dollari investiti in azioni americane nel 1972, oggi varrebbero 18.282 dollari, con una crescita media annualizzata del 6,5%.

3) Ma investire in oro è stato più rischioso di investire in azioni

Non soltanto l’oro ha reso meno rispetto alle azioni, ma l’investimento è stato anche più rischioso.

Come si vede dalla tabella, le oscillazioni del prezzo dell’oro sono state infatti più violente rispetto a quelle dei corsi azionari. La volatilità media annua dell’andamento dell’oro è pari al 27%, mentre quella delle azioni è pari al 17,9%.

Anche in termini di massima perdita annuale, l’oro ha fatto peggio delle azioni. Nel 1982, le quotazioni dell’oro sono scese del 41,1%. La massima perdita reale del mercato azionario americano invece è stata del 40,2% nel 1974.

Se cercavi di dare maggiore stabilità al portafoglio, avresti fatto meglio a puntare sui bond risk free (volatilità del 4% e max drawdown del 5,7%).

 

4) L’oro non si è rivelato un hedge contro l’inflazione

Molti pensano che l’oro abbia la capacità di difendere i risparmi dall’inflazione, e cioè proteggere il tuo potere d’acquisto. Guardando la prima tabella dei rendimenti annui, negli ultimi 47 anni, l’oro ha battuto l’inflazione soltanto 24 volte. Praticamente la metà. Un po’ come tirare a sorte una monetina.

5) L’oro è cresciuto quando i mercati sono scesi, ma non è tutt’oro quel che luccica…

Si deve riconoscere all’oro la capacità di generare ritorni positivi quando i mercati azionari hanno vissuto anni di crisi. Questo è accaduto durante i crolli azionari del 1973-74, la bolla delle dot com 2001-2002 e nella crisi del 2009.

Vero, ma c’è un aspetto da non sottovalutare.

Gli anni in cui le azioni registrano ritorni elevati spesso si verificano subito dopo una crisi.

A meno di non avere la sfera di cristallo non è possibile anticipare il momento in cui i mercati scenderanno, per rifugiarsi nell’oro.

Allo stesso modo, non è possibile sapere quando la discesa finirà, per tornare ad investire in azioni.

Come abbiamo dimostrato, nel lungo termine tra azioni e oro non c’è stata partita. Rimanere investiti in azioni avrebbe portato un rendimento complessivo 3 volte più alto rispetto all’investimento in oro.

Nei momenti di crisi, invece, anche se può l’idea può stuzzicare, uscire dai mercati azionari per investire in oro è una mossa che rischia di farti perdere importanti opportunità di guadagno.

 

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