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Commissioni di performance? Pago, non pago o ripago?

Molti prodotti, pur essendo forme di investimento trasparenti ed efficienti, sono realizzati in parte per fare l’interesse di chi li produce, non di chi li usa. Sfruttando anche il meccanismo dell’estero-vestizione, alcune società di gestione di fondi fanno pagare, più volte l’anno, commissioni di performance - commissioni legate al buon rendimento del fondo – anche quando é ingiusto. Per fortuna ci sono delle società di gestione del risparmio che operano in modo corretto e trasparente e che offrono fondi con commissioni di performance applicate in modo onesto.

di Luigi Ripamonti - 19 Aprile 2013 - 5'

Molti prodotti, pur essendo forme di investimento trasparenti ed efficienti, sono realizzati in parte per fare l’interesse di chi li produce, non di chi li usa. Sfruttando anche il meccanismo dell’estero-vestizione, alcune società di gestione di fondi fanno pagare, più volte l’anno, commissioni di performance – commissioni legate al buon rendimento del fondo –anche quando é ingiusto. Per fortuna ci sono delle società di gestione del risparmio che operano in modo corretto e trasparente e che offrono fondi con commissioni di performance applicate in modo onesto.

Uno degli aspetti più sottovalutati nell’ambito dell’analisi per la sottoscrizione di Fondi e Sicav di diverse case di investimento, è il tema dei costi applicati dalle società di gestione: il totale delle commissioni di gestione è quasi sempre abbastanza chiaro mentre, il calcolo delle commissioni di performance è sempre abbastanza confusionale. L’arcano infatti sta tutto nel metodo di calcolo delle commissioni di performance, commissioni che, in presenza di un risultato positivo del fondo o di un extrarendimento rispetto ad un benchmark (indice di riferimento del fondo), vengono prelevate dal gestore.

Abbiamo già visto come l’estero-vestizione dei fondi permette alle banche e alle società di gestione di danneggiare duplicemente il risparmiatore: direttamente attraverso l’uso di norme estere meno severe che permettono di creare strumenti finanziari con costi potenzialmente molto più alti ed indirettamente attraverso l’arbitraggio fiscale che permette alle compagnie di evitare molte tasse.

Gli aspetti meno chiari delle commissioni di performance sono quello del calcolo della commissione stessa ma, soprattutto, il numero di volte in cui questa commissione viene applicata. L’orizzonte temporale nel calcolo delle commissioni è fondamentale. Infatti, più è breve l’orizzonte temporale maggiore è il rischio di incappare in duplicazioni. Vediamo un esempio:

Ricordandoci che l’andamento dei fondi non è lineare ma può oscillare nel tempo, nell’esempio del grafico notiamo che, con commissioni di performance applicate mensilmente, dovremmo pagare le commissioni ben 5 volte per un investimento che nell’arco dell’anno non ci fa in realtà guadagnare niente. Se l’orizzonte temporale fosse più lungo, diciamo di un anno, il gestore non potrebbe applicare nessuna commissione di performance perché nonostante le oscillazioni, alla fine dell’arco temporale non c’è nessun risultato positivo.

Quindi, come possiamo risparmiarci commissioni di performance ingiuste?

Alcune SGR e Sicav offrono fondi che calcolano le commissioni di performance utilizzando il cosiddetto High Watermark. Attraverso questo meccanismo, la società di gestione del fondo percepirà le commissioni extra solo se sarà in grado di continuare ad aumentare nel tempo il valore aggiunto del fondo. Si viene quindi a determinare una situazione ideale dove il disallineamento degli interessi tra risparmiatori e gestori scompare. Vediamo come funziona l’High-Watermark:

Quando, ad una data stabilita, il fondo registra un primo massimo (in questo esempio il picco F), il gestore può applicare una commissione di incentivo che diventa il High Watermark. Fino a quando il fondo rimane sotto questo valore non si applicano altre commissioni. Se il fondo registra un nuovo massimo (il secondo picco, G), si applicherà una nuova commissione di performance. Questa commissione sarà però applicata solo sull’incremento del valore del fondo rispetto al precedente Watermark.

Un elemento di estrema importanza, affinchè tutto ciò che abbiamo detto trovi effettivamente riscontro nella realtà, è che il calcolo dell’High Watermark non deve essere mai interrotto, cioè fatto ripartire da zero ad esempio dopo 12 mesi: occorre che la memoria delle performance passate non sia mai cancellata, in modo tale da garantire al sottoscrittore che la commissione di performance sia prelevata una sola volta dal profitto dell’investitore.

Quindi leggete bene i prospetti informativi e controllate le clausole inerenti alle commissioni di performance se alla fine non siete certi di aver capito confrontate le possibili alternative per investire correttamente nel nostro interesse. Se avete dubbi su prodotti specifici, scriveteci ed indagheremo per voi!

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