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Dallo sforzo del governo italiano per rendere più concorrenziale e trasparente il mercato delle polizze RC Auto, oggi pubblichiamo un articolo di Edoardo Loewenthal, presidente e amministratore delegato di 6sicuro.it , che interviene sul tema mettendo in chiaro un aspetto fondamentale: il nostro comportamento di fronte alla scelta di una polizza assicurativa.

di Anna Schwarz - 2 Luglio 2013 - 5'

Dallo sforzo del governo italiano per rendere più concorrenziale e trasparente il mercato delle polizze RC Auto, oggi pubblichiamo un articolo di Edoardo Loewenthal, presidente e amministratore delegato di 6sicuro.it , che interviene sul tema mettendo in chiaro un aspetto fondamentale: il nostro comportamento di fronte alla scelta di una polizza assicurativa.

Ogni anno, puntualmente, si discute ed analizza il tema del caro-polizza RC Auto in Italia e il differenziale di prezzo fra il costo medio che sopporta l’automobilista italiano rispetto ai “cugini” europei. Non vi è dubbio che a questo fenomeno concorrono un sacco di elementi su cui il consumatore non può fare nulla: le compagnie assicurative, per esempio, ribaltano sul prezzo degli assicurati “virtuosi” i costi di quelli che lo sono meno (questo è un fenomeno normale in un sistema mutualistico) e questi costi sono particolarmente alti in Italia.

Ma vi è invece un elemento su cui i consumatori potrebbero avere un grande potere per fare abbassare le quotazioni e quindi il costo sostenuto: il confronto e la concorrenza.

Il libero mercato è, in ogni settore, la maggior difesa possibile per i consumatori, ma, a quanto pare, sullo specifico tema della RC Auto, pur in presenza di un mercato totalmente libero, sembra che gli automobilisti italiani abbiano poca voglia di approfittarne.

Il mercato della RC Auto in Italia è più che rilevante: genera infatti, ogni anno, premi (cioè fatturato per le compagnie) per quasi 18 mld di euro. Ma come avviene la distribuzione di queste polizze? E tramite quale canale sono vendute?

Vi spieghiamo come, grazie ai dati forniti dall‘Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici “Premi del lavoro diretto 2012”.

L’88% del mercato viene distribuito tramite agenzie (che sono perlopiù monomandatarie), il 3% tramite broker (che sono invece per definizione pluriprodotto, ma che “servono” principalmente le aziende) mentre il canale diretto (internet + telefono) pur in crescita rispetto all’anno precedente, si attesta al 7,4% del mercato.

Negli altri paesi europei queste percentuali arrivano ad essere quasi invertite: in UK si stima che la quota distribuita tramite internet si avvicini al 90% del mercato.

Ma quello che più “stona” non è tanto la scelta del canale, fisico o virtuale che sia (anche se questo è il segno di un atteggiamento “passivo”), ma il fatto che una così alta percentuale di italiani privilegi un canale monomandatario.

In altre parole, ci si lamenta del prezzo troppo alto di un servizio, ma si continua a comprarlo dallo stesso rivenditore che, fra l’altro, ha solo quel prodotto da offrire. E allora non c’è da stupirsi se i prezzi sono più alti che altrove! Il mercato è libero, i prezzi fra gli operatori variano in modo molto molto accentuato, ma gli Italiani, continuano, magari lamentandosi, a rifornirsi presso lo stesso intermediario, che spesso non offre loro neanche un’alternativa.

A che cosa è dovuto questo atteggiamento? Perché quando si tratta di scegliere un volo aereo o un frigorifero facciamo mille comparazioni ma quando arriva la proposta di rinnovo della RC Auto dalla solita agenzia brontoliamo un po’ e poi facciamo l’assegno?

La ragione di questi comportamenti si chiama “asimmetria informativa”: temiamo di non saperne abbastanza di assicurazioni, confidiamo nel fatto che il nostro attuale intermediario (magari una vecchia conoscenza) sia “addentro” alle questioni, sia in grado di risolvere e capire temi a noi ignoti, forse a volte pensiamo che ci possa dare una piccola mano per ottenere dalla compagnia qualcosa che magari non ci spetterebbe…Temiamo i call center impersonali e ci piace avere a che fare con un interlocutore “fisico” che conosciamo da tempo, e che spesso assimiliamo al commercialista o all’avvocato, magari dimenticando che a questi paghiamo noi la parcella a fine anno mentre l’agente assicurativo è pagato dalla compagnia.

Il mondo delle assicurazioni come qualsiasi altro, ha il suo linguaggio, le sue regole e le sue prassi, ma sono assolutamente alla portata di tutti. Cambiare compagnia è semplicissimo, non costa nulla e non si perde alcun vantaggio. Fare un confronto fra due polizze non è affatto più difficile che farlo tra due voli aerei (con le loro tariffe e regole differenti in caso di annullamenti) o tra due televisori (Lcd o plasma? HD o 3D?). Tutte le informazioni necessarie si trovano ormai su internet, gratuitamente.

Fare un confronto fra quello che si paga e quello che si potrebbe pagare porta spesso delle sorprese dal sapore dolceamaro…dolce, perché si vede quanto si potrà risparmiare al prossimo rinnovo, amaro per la sensazione di quanti soldi si è buttato via in passato per non aver mai provato a valutare un’alternativa.

Confrontate, gente, confrontate.

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