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Conto di base: quando il low cost esiste… ma è ben nascosto

Che le banche ricorrano a mille stratagemmi per “arrotondare” le entrate a nostre spese, è cosa nota. Ma questa volta l’hanno fatta grossa!

Solo pochi giorni fa la Banca D’Italia ha recepito alcune direttive europee in relazione alla trasparenza dei servizi bancari e finanziari. In particolare l’ente ha posto l’accento sul cosiddetto “conto di base”.

di Alessandro Leozappa - 5 Luglio 2013 - 3'

Che le banche ricorrano a mille stratagemmi per “arrotondare” le entrate a nostre spese, è cosa nota. Ma questa volta l’hanno fatta grossa!

Solo pochi giorni fa la Banca D’Italia ha recepito alcune direttive europee in relazione alla trasparenza dei servizi bancari e finanziari. In particolare l’ente ha posto l’accento sul cosiddetto “conto di base” (Offerta del conto di base, agosto 2012).

Si tratta di un conto corrente dai costi fissi estremamente contenuti (o nulli) a fronte di un numero predefinito di operazioni. L’ideale, insomma, per chi compie meno di 50 operazioni (prelievi, bonifici, ecc) all’anno.

A chi interessa? A circa una persona su quattro che pur compiendo pochissime operazioni sul proprio c/c, paga decine di euro di costi senza aver mai conosciuto l’esistenza di questa opportunità. Basti pensare ai più anziani che hanno aperto un conto per ricevere la pensione e che risparmierebbero volentieri se solo fossero informati.

D’altra parte, chi ne ha mai sentito parlare? Quali banche lo hanno proposto ai propri clienti? Eppure il servizio dovrebbe essere garantito in qualsiasi banca, visto che è previsto dalla legge.

Non a caso è stato necessario l’intervento della Banca D’Italia che ha (testualmente) dichiarato che “le banche potrebbero non avere adeguati incentivi a promuovere tale servizio”. Per questa ragione, lo stesso ente propone ora di rendere obbligatoria la comunicazione da parte degli istituti bancari. I clienti caratterizzati da una bassa operatività, devono dunque poter scegliere la soluzione più consona alle loro esigenze: il Conto di Base.

Ancora una volta la mancanza di (vera) trasparenza da parte degli istituti bancari viene a galla e rende l’idea di quanto ancora ci sia da fare per difendere i nostri soldi. Si tratta di un film già visto in tutti i campi d’investimento, dalle obbligazioni bancarie alle SICAV estere.

Il punto sembra essere che, nonostante le informazioni a tutela dei risparmiatori siano formalmente disponibili, spesso sono strutturate in modo tale da renderne molto difficile la comprensione. La stessa Banca d’Italia infatti scrive: “La difficoltà nell’elaborare informazioni spesso complesse e nell’effettuare scelte consapevoli, anche a causa di un grado di alfabetizzazione finanziaria non elevato, rende necessario che si attribuisca maggior risalto agli elementi più caratterizzanti del rapporto sia in fase precontrattuale, sia in costanza di relazione.”

Noi una strada per non incappare in brutte sorprese ce l’abbiamo: invitarvi a seguire il nostro blog e a scegliere – informandovi a dovere – solo il meglio per i vostri risparmi.

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