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Cosa manca per acquistare un fondo comune in Borsa?

Dopo mesi in cui si sono susseguite voci e indiscrezioni ed è continuato un vivace dibattito su pregi e rischi della manovra, favorevoli e contrari, finalmente viene posto un importante tassello. Borsa Italiana recepisce nel proprio regolamento la possibilità di negoziare i fondi comuni sul proprio circuito.

di Alessandro Leozappa - 14 Novembre 2014 - 4'

Dopo mesi in cui si sono susseguite voci e indiscrezioni ed è continuato un vivace dibattito su pregi e rischi della manovra, favorevoli e contrari, finalmente viene posto un importante tassello. Borsa Italiana recepisce nel proprio regolamento la possibilità di negoziare i fondi comuni sul proprio circuito.

Dal primo di dicembre Borsa Italiana potrà accogliere la richiesta da parte delle società di gestione di negoziare i fondi su uno specifico segmento del mercato ETFplus, chiamato OICR aperti. La negoziazione avverrebbe, come già era stato anticipato, tramite un meccanismo di compensazione tra ordini di acquisto e vendita e l’individuazione di un “operatore incaricato” che gestisca rimborsi o sottoscrizioni in base al differenziale giornaliero dei flussi. A differenza di quanto avviene per un titolo quotato, non ci sarà uno spread tra prezzi di acquisto e vendita perché ogni giorno le transazioni saranno eseguite al valore della quota.

Si tratta evidentemente di un passo importante verso l’attuazione di un processo che porterà maggiori trasparenza, concorrenza ed efficacia nell’industria del risparmio gestito. Non vedremo tuttavia i fondi negoziati a Borsa italiana dal primo dicembre, quanto meno quelli italiani. Perché ciò accada dovremo aspettare che anche Banca d’Italia recepisca questa modifica nella propria normativa, cosa che ci si augura faccia in tempi brevi, e in seguito bisognerà aspettare i tempi tecnici di modifica dei regolamenti delle SGR.

Quindi, Borsa italiana è pronta. Banca d’Italia dovrebbe essere pronta a breve. Le società di gestione saranno pronte?

Una volta stabilito il regime commissionale da applicare a questo canale, le modifiche ai regolamenti delle SGR per poter negoziare i fondi in Borsa sono relativamente semplici. È probabile tuttavia che la reazione delle SGR sia tiepida, se non fredda.

Diverse tra le società di gestione vedono infatti l’arrivo dei fondi a Piazza Affari come una minaccia all’attuale equilibrio, dove la distribuzione ha un ruolo preponderante. Le preoccupazioni manifestate da diverse case di gestione riguardano il rischio di acquistare fondi comuni senza avvalersi di un servizio di consulenza. Tale timore non sembra giustificato in quanto chi necessita di consulenza continuerà a richiederla come ha sempre fatto, dunque il timore che la vendita dei fondi in Borsa possa cannibalizzare l’attuale canale di distribuzione tramite sportello o promotore non sembra fondato. Al contrario l’abbattimento dei costi potrebbe rendere interessante l’acquisto di fondi per investitori autonomi che oggi acquistano ETF e titoli e vedono una barriera nei costi di gestione dei primi, creando un ulteriore canale di accesso al mercato.

Si immagina che inizialmente si attrezzeranno le società indipendenti, non direttamente legate a una rete di vendita, e quelle straniere, già abituate a distribuire attraverso canali online in altri paesi. Nel momento in cui il risparmio sui costi, l’accessibilità e la familiarità con il canale porteranno i risparmiatori a guardare con interesse all’acquisto dei fondi in Borsa, un numero crescente di SGR sarà indotto a mettere a disposizione i propri prodotti su questo canale. È ovviamente presto per cantare vittoria perché il processo ha ancora bisogno di superare qualche pietra miliare e anche quando tutti gli aspetti di regolamentazione saranno risolti, lo sviluppo di questo canale di distribuzione sarà senz’altro graduale.

È altrettanto importante però notare come, in un settore infelicemente caratterizzato da un’innovazione spesso ai danni del cliente, sia stata portata avanti da più parti un’iniziativa che mette al centro la trasparenza, il contenimento dei costi e la possibilità di scelta, e vede come primo beneficiario il risparmiatore. Tale sviluppo non può quindi che essere accolto con favore.

Nel frattempo, aspettando di poter acquistare i fondi comuni a Piazza Affari, è già possibile sottoscrivere fondi a gestione attiva a commissioni ridotte. Alcune società danno la possibilità di acquistare i fondi comjni direttamente online, senza consulenza e risparmiando sui costi. Scopri l’offerta Faccio da me! online di AcomeA.

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