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“Guardare oltre il PIL”: come si misurerà l’economia del domani…

Un nuovo report dell'Ocse invita i governi a superare la nozione di Pil e tenere conto di nuovi indicatori più vicini alla realtà di un'economia...

di Piero Cingari - 3 dicembre 2018 - 5'

Nel mondo in cui viviamo oggi si fa sempre più pressante il bisogno di utilizzare nuovi indicatori per misurare l’economia. I rischi sul cambiamento climatico, l’aumento delle disuguaglianze economiche e l’accesso ai servizi di base sono solo alcune delle questioni che una misura standard come il PIL è incapace di cogliere. In occasione del 6° World Forum dell’Ocse, numerosi esperti e accademici di tutto il mondo hanno invocato a gran voce l’esigenza di un cambio di prospettive.

Un nuovo report, a cura del Premio Nobel Joseph Stiglitz, del professor Jean-Paul Fitoussi e del capo delle statistiche dell’Ocse Martine Durand, invita i governi a utilizzare nuove misure per misurare la salute economica e sociale di una nazione.

Le nuove misure dovrebbero infatti comprendere le dimensioni più importanti della vita delle persone, come le competenze, la salute, il lavoro e il reddito, nonché la sicurezza economica, il degrado ambientale e la fiducia.

Troppa enfasi è stata posta sul PIL come misura principale della salute delle economie e delle società”. Se non guardiamo alle cose che contano nella vita non possiamo fare le scelte giuste per le persone, le società e il pianeta“, ha affermato il professor Stiglitz.

Che poi aggiunge: “Una migliore misurazione dell’economia e del benessere delle persone avrebbe portato i governi a rispondere in modo più deciso per mitigare i danni causati dalla crisi finanziaria del 2008”.

Su quali nuovi indicatori si baserà l’economia del domani?

L’Ocse è stata una delle prime organizzazioni internazionali ad ideare nuovi indicatori economici e sociali. Già nel 2011 è stato introdotto l’OECD Better Life Index, che contribuisce a fornire un quadro completo sulla qualità della vita nei vari paesi del mondo. Il Better Life Index, o indice del benessere e della felicità, si basa sui temi che contano di più per la gente: reddito e occupazione, sicurezza personale, istruzione e competenze, equilibrio lavoro-vita privata, relazioni sociali e ambiente.

 

Nel 2015, le Nazioni Unite hanno individuato i 17 “Obiettivi di sviluppo sostenibile” (SDG) da raggiungere entro il 2030. L’ambiziosa Agenda delle Nazioni Unite mira a porre fine alla povertà, promuovere una crescita inclusiva, proteggere il patrimonio ambientale e garantire modelli di produzione e consumo circolari e sostenibili.

Da sempre inoltre Stiglitz e Fitoussi hanno enfatizzato l’importanza di agire per ridurre le disuguaglianze. Non solo le disuguaglianze in termini di reddito e ricchezza ma anche quelle che investono tutte le strutture della società: disuguaglianza di genere, di giustizia e di accesso alle opportunità.

Gli economisti dell’Ocse ne sono certi: la sostenibilità economica e ambientale assumerà un ruolo centrale nelle decisioni politiche. Il capitale produttivo dovrà necessariamente tener conto delle risorse naturali, umane e sociali. In questo nuovo contesto, l’estrazione sfrenata e senza controllo delle risorse naturali non è più vista come un guadagno economico ma come una perdita per la società.

Rimangono ancora alcuni nodi da sciogliere. Come sviluppare misure credibili sulla vita delle persone? E se già in essere, come tradurle in azioni politiche?

Fortunatamente già alcuni governi stanno mostrando una maggiore consapevolezza verso aspetti della società che sono stati poco approfonditi e compresi in passato. Ci sono fattori che influenzano in maniera determinante la qualità delle nostre vita e che meritano di essere inglobati all’interno della contabilità nazionale.

Guardare oltre la mera crescita del PIL a spese delle generazioni future è una sfida che il mondo non può permettersi di posticipare…

Anche in ambito finanziario negli ultimi tempi si riscontra una forte presa di coscienza sulle tematiche legate alla sostenibilità ambientale e sociale.

Piccoli sforzi possono essere fatti da tutti nel nostro quotidiano. L’esempio che portiamo è quello di una azienda italiana, AcomeA SGR, che nel suo piccolo si è impegnata a eliminare il consumo e lo spreco di bottiglie di plastica nei propri uffici.

Negli ultimi anni inoltre sono nati anche gli investimenti ESG, che si basano sulla selezione di aziende che presentano un profilo adeguato in termini di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. 

Approfondisci in questo articolo in cosa consistono e perché riscuotono sempre più interesse tra i risparmiatori…

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