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L’FCA sta investigando sui fondi a ritorno assoluto

I fondi absolute return, ossia fondi che replicano strategie tipiche degli hedge fund con l’obiettivo di generare una performance positiva indipendentemente dalle condizioni di mercato, sono una delle categorie preferite dagli investitori. Tuttavia i costi elevati e i recenti rendimenti negativi stanno cominciando a sollevare qualche preoccupazione soprattutto nella FCA, l’autorità di controllo dei mercati finanziari inglesi, che ha deciso di avviare un’indagine su questo tipo di prodotti.

di Una finestra sul mondo - 17 Agosto 2016 - 6'

I fondi absolute return, ossia fondi che replicano strategie tipiche degli hedge fund con l’obiettivo di generare una performance positiva indipendentemente dalle condizioni di mercato, sono una delle categorie preferite dagli investitori. Secondo Citywire, nei primi sei mesi del 2016, questa classe di attività ha raccolto oltre 27 miliardi di Euro (mentre i fondi obbligazionari hanno raccolto circa 21 miliardi di euro e gli azionari hanno registrato riscatti per 56 miliardi). Tuttavia i costi elevati e i rendimenti negativi stanno cominciando a sollevare qualche preoccupazione soprattutto nella FCA, l’autorità di controllo dei mercati finanziari inglesi, che ha deciso di avviare un’indagine su questo tipo di prodotti. Scopo dell’analisi è capire se le promesse sono rispettate e se i costi sono adeguati al servizio reso ai risparmiatori. Riportiamo di seguito la traduzione di un recente articolo comparso sul Financial Times.

La Financial Conduct Authority*, nell’ambito della sua indagine sul mercato dell’asset management, sta investigando sui fondi absolute return, questo anche in seguito a richieste di una maggior attenzione per questa strategia d’investimento che sta diventando sempre più popolare tra i risparmiatori. Negli ultimi due anni, molti risparmiatori hanno infatti investito il loro denaro nei fondi absolute return che hanno l’obiettivo di generare performance positive in qualsiasi condizione di mercato, cercando di annullare la volatilità dei mercati azionari. Ma due terzi di questi fondi, domiciliati nel Regno Unito, che stanno registrando un anno di raccolta da record, hanno rendimenti negativi nel 2016, dando adito a preoccupazioni riguardo alla modalità con cui la strategia di investimento è commercializzata presso gli investitori retail.

Secondo Morningstar, i due fondi absolute return che hanno registrato la peggior performance, gestiti da Argonaut Capital e da City Financial, sono in perdita del 20% da gennaio. Al contrario, chi ha investito in fondi passivi che imitano il FTSE All Share, indice composto da azioni di aziende inglesi, ad oggi ha un rendimento del 9%.

L’FCA, che lo scorso anno ha dato il via a un’indagine ad ampio raggio sull’industria dell’asset management, ha confermato che i fondi absolute return saranno esaminati all’interno dell’indagine per verificare se gli investitori stanno ricevendo un adeguato rendimento sui loro investimenti. “Stiamo guardando ai fondi absolute return come parte di uno studio complessivo”, ha dichiarato un portavoce dell’agenzia regolatrice al Financial Times. “Tramite lo studio di mercato stiamo cercando di capire come funziona la concorrenza all’interno dei prodotti e dei servizi dell’asset management.”

Molte case di investimento hanno lanciato fondi absolute return nel tentativo di replicare il successo commerciale del fondo Global Absolute Return di Standard Life, il fondo absolute return più conosciuto e grande d’Europa. Il fondo GARS domiciliato nel Regno Unito detiene asset per un valore di £26 miliardi, tuttavia si stima che la strategia di investimento gestisca 50 miliardi di sterline a livello globale.

Tuttavia, i problemi di performance incontrati quest’anno all’interno del settore absolute return hanno fatto sì che ci si domandi se gli investitori comprendano realmente i rischi della strategia, e se le alte commissioni che questi prodotti tendono a far pagare siano adeguate ai risultati. Alan Miller, Chief investment officer di SCM Private, wealth manager, ha dichiarato: “il problema con la maggior parte di questi fondi è che hanno commissioni troppo elevate e strategie di investimento eccessivamente complesse. È praticamente impossibile per molti investitori capirle.” La somma di denaro che viene gestita da questa tipologia di fondi domiciliati nel Regno Unito ha raggiunto 59 miliardi di sterline lo scorso anno (circa 68 miliardi di euro), il valore più alto di tutti i tempi. I fondi absolute return hanno attratto altri £5.3 miliardi nei primi sei mesi del 2016, che fa prevedere che vengano raggiunte le entrate nette dello scorso anno pari a £10.8 miliardi.

Simon Fraser, capo di Investor Forum – un’associazione di asset managers, ha dichiarato: “Se investi in prodotti rischiosi, non puoi mai sostenere che la performance del fondo non scenderà. I fondi absolute return stanno cercando di avere la botte piena e la moglie ubriaca. Molti fondi absolute return aggiungono solo ulteriori complicazioni, ma non producono nulla.”

Secondo la ricerca pubblicata a marzo dall’agenzia di rating Fitch, la performance globale dei fondi absolute return è la peggiore che si sia registrata dall’inizio della crisi finanziaria del 2008. Lo scorso anno nel Regno Unito 53 fondi absolute return hanno generato un rendimento medio del 3.4%.

Odi Lahav, di AllenBridge, compagnia che si occupa di consulenza sugli investimenti dei fondi pensione, ha dichiarato:” L’Absolute return ha avuto la sua popolarità. Ma è anche diventato molto più difficile per i manager di questi fondi navigare questi mercati. Questi fondi valgono davvero le commissioni in più che fanno pagare? Alcuni le valgono nel lungo periodo, ma altri no.”

Barry Norris, fondatore di Argonaut Capital e gestore del fondo, ha spiegato che il fondo della sua compagnia, che ha registrato buone performance negli anni passati, è stato colpito dalla caduta del mercato delle commodities di gennaio e dall’esito del referendum della Gran Bretagna a giugno. “Abbiamo riposizionato il fondo in modo tale da poter affrontare scenari macroeconomici più ostici, ciò nonostante crediamo che porterà nuove e fresche opportunità,” ha detto.

David Crawford, fondatore e gestore del fondo City Financial, ha ribilanciato il fondo dopo una prima metà anno molto difficile, la cui performance negativa ha collegato all’estio del referendum Britannico di giugno. “Il fondo ha registrato ritorni positivi a luglio e rimane in cima al quartile durante gli ultimi tre anni.” Riteniamo che i nostri cambiamenti recenti aiuteranno il fondo a registrare di nuovo una performance positiva di lungo periodo.”

* La Financial Conduct Authority (FCA) è l’autorità che nel Regno Unito ha compiti di vigilanza sui mercati finanziari e sulle aziende che operano nel settore. Il suo operato è indipendente dal governo e dalle grandi banche del paese. I suoi obiettivi principali sono: proteggere i consumatori, garantire l’integrità del sistema finanziario inglese e promuovere la concorrenza.

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