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Perché l'action bias penalizza i nostri investimenti? Ce lo spiegano i portieri di calcio

L’action bias è un tipico errore comportamentalce che si verifica quando gli investitori movimentano di continuo il loro portafoglio d' investimento mostrandosi eccessivamente impazienti. Questo comportamento, oltre ad avere conseguenze negative in termini di rendimento può essere notevolmente penalizzante perché espone a costi di transazione decisamente più elevati.

A questo punto è lecito domandarsi: "Cosa c'entra un portiere di calcio con un errore comportamentale tipico degli investitori?".

Per capirlo, mettiamoci per un attimo nei panni di un portiere che deve parare un calcio di rigore. Il portiere dovrà assumere una decisione prima che avvenga il tiro del rigorista. Davanti a sé si aprono due possibilità: scegliere un lato e buttarsi oppure rimanere fermi in posizione centrale.

Un interessante ricerca (Bar-Eli et. al, 2007) ha analizzato il comportamento dei portieri durante i calci di rigore e ha mostrato questi risultati:  

Direzione del tiro

Direzione del tuffo

Sinistra

32.2%             

Sinistra

49.3%             

Centro

28.7%             

Centro

6.3%             

Destra

39.2%             

Destra

44.4%    

 

I portieri quindi preferiscono tuffarsi a destra o sinistra nel 93,7% dei casi. Eppure, i rigoristi calciano al centro il 28,7% delle volte.

Quale sarebbe stata la scelta ottimale per parare un calcio di rigore? Non fare nulla: stare fermi in mezzo e non muoversi.
Se i portieri fossero rimasti fermi avrebbero potuto parare molti più rigori nell’arco della loro carriera.

Perché mai i portieri preferiscono di tuffarsi pur sapendo che avrebbero una maggiore possibilità di parare il rigore stando fermi?

La ragione dinanzi a questa scelta è puramente di natura psicologica.
Buttarsi su un lato, anche se diminuisce le chance di parare il rigore, provoca un danno minore rispetto alla situazione in cui si subisce il gol rimanendo immobili.
Per l’investitore, basta solo prendere nota e ricordarsi che movimentare troppo l'investimento allontana pericolosamente dagli obiettivi di risparmio di lungo termine.

Se un investitore fosse rimasto investito nell'indice azionario S&P 500 dal 1995 al 2014, avrebbe ottenuto un rendimento annualizzato del 9,85%. Se soltanto avesse mancato i migliori 10 giorni del mercato, magari perchè ansioso di disinvestire, il suo rendimento sarebbe sceso al 6,10% annuo. 


La prossima volta che guardiamo ai nostri investimenti con l’idea che occorre velocemente “fare qualcosa” chiediamoci se l’azione è veramente così importante o se questa ci fa soltanto sentire più felici.

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Pubblicato il 26 giugno 2017 da Elisabetta Villa staff