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Fondi “buoni e cattivi”: chi sono i gestori che guadagnano più degli investitori?

Il fondo comune di investimento è uno strumento utile e accessibile per gli investitori che vogliono ottenere una maggiore diversificazione nei loro investimenti finanziari. Quando si tratta di investire in fondi comuni di investimento è bene però mettere le cose in chiaro sin da subito. 

Si perché non è raro imbattersi in un fondo che applica costi molto elevati o nascosti, a tal punto da vanificare, già in partenza, il potenziale guadagno dell’investitore. Nella jungla dei fondi di investimento, esistono anche quelli che riescono a fare bene il loro mestiere: creare valore per i risparmi applicando basse commissioni.    

E allora? Come possiamo valutare correttamente un fondo comune di investimento?

Capiamo bene che barcamenarsi tra tutti i costi di un fondo comune di investimento (commissioni di gestione, di performance, di ingresso e uscita etc..)  non è un’impresa affatto facile. Ancor più complicato per chi è poco avvezzo alla finanza, è fare un confronto tra fondi di investimento. Per fortuna, nell’era del FinTech c’è chi assolve a questo compito con assoluta semplicità e accuratezza.

Infatti, grazie al servizio Angel Costi possiamo valutare tutti i fondi comuni di investimento venduti in Italia ed evitare di pagare costi eccessivi, senza farci incantare dai rendimenti passati.

In questo articolo utilizziamo Angel Costi, per scoprire se un gestore ha ottenuto dei guadagni maggiori rispetto a quelli realizzati dall'investitore. Nel nostro caso, abbiamo scelto di analizzare i fondi "buoni e cattivi" della categoria obbligazionari flessibili.

 

Cosa sono i fondi flessibili?

I flessibili sono una categoria di fondi di investimento in cui le scelte di portafoglio vengono fatte senza vincoli e a totale discrezione del gestore. Chi sceglie di investire in fondi flessibili sposa a pieno titolo le abilità del gestore, nella buona e nella cattiva sorte. Con un fondo flessibile, l’investitore concede “carta bianca” al gestore nella scelta dei titoli da inserire in portafoglio.
In particolare, la categoria dei fondi flessibili obbligazionari prevede di investire almeno il 70% in strumenti finanziari di natura obbligazionaria. 


Ma i fondi flessibili hanno sempre rispettato la fiducia riposta dall’investitore? Vediamo come si sono comportati alla riprova dei fatti…

 

I migliori fondi di investimento “obbligazionari flessibili”

Come scegliere i migliori fondi comuni di investimento sul mercato? Grazie a Angel Costi abbiamo selezionato i migliori fondi comuni della categoria obbligazionari flessibili, secondo all’indice di efficienza (una misura che tiene conto dei costi e del livello di attività della gestione). In particolare, abbiamo filtrato per i fondi che mostrano un track record delle quote di almeno 5 anni. Un orizzonte temporale adatto per valutare le performance di questo tipo di investimenti. 

Per ognuno di essi, abbiamo confrontato i guadagni ottenuti dal sottoscrittore del fondo e quelli intascati dal gestore. Le spese correnti e il rendimento del fondo negli ultimi cinque anni sono le misure che abbiamo utilizzato ai fini dell'analisi. Ecco i primi tre fondi della classe “Star”, che raggruppa i fondi con commissioni basse e con un'intensa attività di gestione.
 

1) BNY Mellon Absolute Return Bond XISIN: IE00B6XFMR43. Il fondo è un flessibile di diritto irlandese ed investe in obbligazioni globali. Il rendimento complessivo a cinque anni è stato del 10,01% a fronte di spese correnti pari allo 0,07% all’anno. 

2) AcomeA Performance A2. ISIN: IT0004718695. È un fondo comune di diritto italiano di tipo obbligazionario misto. Investe più del 50% del totale delle attività in strumenti di natura monetaria e obbligazionaria e fino al 15% in strumenti di natura azionaria. Negli ultimi cinque anni, il rendimento del fondo è stato del 16,22%. Le spese correnti sono state dello 0,78% all’anno. 10mila euro investiti cinque anni fa, avrebbero prodotto 1.622 euro all’investitore e 390 al gestore.

3) AcomeA Prudente A2.  ISIN: IT0004718737. È un fondo di diritto italiano di tipo flessibile. Investe in strumenti finanziari di natura azionaria fino al 30% del totale delle attività e in strumenti finanziari di natura obbligazionaria e monetaria fino al 100%. Il fondo ha reso il 14,45% negli ultimi cinque anni e le spese correnti sono state dello 0,87% all’anno.

I migliori fondi comuni di investimento

 

 

Passiamo adesso ai fondi “low cost”, che per loro natura applicano costi molto bassi a fronte di un basso livello di attività di gestione. Ci concentreremo sui tre fondi meno costosi di questa classe. 

Pioneer Unicredit Soluzione Breve Termine AISIN: IT0004699473. Il fondo è investito in strumenti finanziari di natura obbligazionaria e monetaria. Il rendimento a cinque anni è stato negativo (-0,82%) e le spese correnti sono state dello 0,38% all’anno.
Con un investimento di 10mila euro effettuato cinque anni fa, l’investitore avrebbe perso 82 euro mentre il gestore ne avrebbe guadagnati 190.  

Deutsche Invest I Global Bonds. ISIN: LU0616846035. È un fondo di diritto lussemburghese che investe in obbligazioni e derivati obbligazionari. Da dicembre 2012, il fondo ha generato l’8,62% a fronte di spese correnti pari allo 0,6%.

Credit Suisse Investment Funds 1. ISIN: LU0536227472. Il comparto di diritto lussemburghese investe in obbligazioni (anche in altre valute) e strumenti finanziari di natura derivata. Le performance a cinque anni sono del 7,55% e le spese correnti annue si attestano allo 0,65%.

fondi comuni low cost obbligazionari flessibili


 

I peggiori fondi di investimento “obbligazionari flessibili”

Per concludere, esaminiamo i fondi della classe “bad” che sono caratterizzati da costi elevati e da una ridotta o quasi nulla attività di gestione. Abbiamo selezionato i tre fondi che mostrano le spese correnti più elevate.

Arcam Global Trend R. ISIN: LU0926813782. È una Sicav di diritto lussemburghese che investe in strumenti di natura obbligazionaria, monetaria e materie prime.
Investendo 10mila euro cinque anni fa, l’investitore avrebbe perso 914 euro. Il gestore, invece, ne avrebbe guadagnati, udite udite, 2659 a fronte di un 5,91% di spese correnti ogni anno.

Symphonia Lux S Smart Global Bond. ISIN: LU0388324252. Il fondo di diritto lussemburghese adotta una strategia flessibile sui mercati obbligazionari. Le spese correnti sono state del 2.53% all’anno e il fondo ha reso il 2.67% in cinque anni. 

Euromobiliare AM F3 A. ISIN: IT0001366225. Il fondo è composto da azioni, obbligazioni, valute, indici di materie prime e fondi. Il rendimento dell’investitore è stato del 7,75%, mentre le spese correnti sono state del 2,5% all'anno.

 

 

 

Dei nove fondi analizzati, quattro di essi hanno portato al gestore un guadagno più alto di quello realizzato dal cliente su un orizzonte di cinque anni.

Come vi sentireste sapendo che il gestore dei vostri risparmi ha guadagnato, grazie alle commissioni del fondo, molto più di quanto avete fatto voi in termini di rendimento?  

Per scegliere correttamente un fondo di investimento ed evitare brutte e costose sorprese vale la pena porsi alcune domande: 
 

- In quali strumenti finanziari investe il fondo?  

- Qual è la sua struttura commissionale? Sono previste commissioni di ingresso o di uscita?

- Come si comportano i fondi della stessa categoria?

Per dare una risposta a queste domande, basta cliccare sul bottone in basso e provare gratis Angel Costi 


  

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da Elisabetta Villa staff