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La giostra dei rendimenti non c’è più: come fare per investire la liquidità oggi?

Investire la liquidità in eccesso dal conto corrente è diventato un rebus per milioni di italiani.

Una volta c’erano i tanto famigerati buoni fruttiferi postali, l’investimento per la liquidità prediletto dai risparmiatori. Emessi da Cassa depositi e prestiti S.p.A. e garantiti dallo Stato italiano, per quasi mezzo secolo i buoni fruttiferi hanno lasciato impresso nell’immaginario collettivo l’idea di investimento redditizio e senza rischio.

Tutto questo quando i rendimenti erano davvero allettanti.

Prendiamo ad esempio il buono a termine della serie AA emesso tra il 1983 e il 1984. Lo storico buono che raddoppiava o triplicava il capitale a scadenza.

Esente da ritenuta fiscale offriva un rendimento del 100% dopo 5 anni (corrispondente ad un tasso annuo effettivo del 14,87%) oppure del 200% prolungando la scadenza di ulteriori 3 anni (tasso annuo effettivo del 14,7%). 

Una vera e propria giostra dei rendimenti.

Certo, erano tempi in cui l’inflazione media in Italia galoppava senza sosta, ma il rendimento reale dei buoni fruttiferi si rivelava più che soddisfacente per un impiego della liquidità.

Utilizzando i dati dell’inflazione media in Italia nella seconda metà degli anni ‘80, vediamo quale sarebbe stato il guadagno netto annuo di un buono fruttifero postale.

Un investimento pari a 100 fatto il 1° gennaio del 1984 e portato a scadenza al 1° gennaio 1989 sarebbe stato rimborsato al doppio in termini nominali e avrebbe garantito un rendimento reale del 44,93%.

Stiamo parlando di un tasso medio annuo netto del 7,7%. Chapeau.

 

Quanto rende un buono fruttifero postale oggi?

Se richiami alla memoria la vecchia giostra rendimenti, alla vista dei tassi offerti oggi dai buoni fruttiferi postali non ti resta che piangere.

Investendo 1.000 euro oggi in un buono ordinario della serie TF120A180122, dopo un anno guadagnerai 44 CENTESIMI, dopo 5 anni 2,19 euro, dopo 10 anni 46,93 euro e infine dopo 20 anni porterai a casa un “bottino” di 304 euro.

La solita minestra riscaldata questa volta rischia veramente di andarti di traverso. 

 

Rendimento del buono ordinario postale
 


Dove investire la liquidità oggi? Le alternative ai buoni fruttiferi postali


Investire in conti deposito

Gli italiani hanno sempre avuto un debole per i conti deposito, uno strumento che in passato offriva rendimenti attraenti ma che oggi mostra meno appeal per i motivi già elencati.  

Infatti, gli interessi oggi sui conti deposito sono praticamente nulli e si corre il rischio di cavare sangue dal muro.

I migliori conti deposito non vincolati offrono tassi effettivi (al netto delle spese e delle imposte) compresi tra lo 0,34% e lo 0,54% all’anno, (fonte Confrontaconti.it).

Per intenderci con un investimento di 1000 euro oggi, quello che otterrai dopo un anno oscilla tra i 3,50 e i 5,40 euro. L’equivalente di un barattolo di caramelle.

Ma attenzione: questo guadagno non tiene conto dell’eventuale inflazione che potrebbe addirittura portare in negativo il rendimento reale dell'investimento in conti deposito.

 

Investire in Bot e Cct

Quando si parla di liquidità, non si può non pensare ai titoli di stato italiani, rappresentati tipicamente da Bot e Cct.

I Bot (Buoni ordinari del Tesoro) sono titoli senza cedola con scadenza a 3, 6 o 12 mesi, emessi dal governo italiano.

Prendendo come riferimento un Bot con orizzonte temporale di 12 mesi, (Bot Zc Mg19 A Eur  - IT0005332413), il rendimento a scadenza è NEGATIVO ed è pari a -0,362%. Al rimborso tra un anno, ti ritroverai con meno soldi di quelli che hai investito.

I Cct (Certificati di credito del Tesoro) sono titoli a tasso variabile, anch’essi emessi dallo Stato italiano. La gran parte dei Cct che si trovano sul mercato hanno come sottostante il tasso Euribor a 6 mesi che oggi viaggia in territorio negativo.

Vale davvero la pena investire la liquidità in Bot e Cct? Non scherziamo.

 

Investire in fondi comuni di investimento obbligazionari

Per investire la liquidità senza rinunciare al rendimento, moltissimi risparmiatori italiani stanno spostando lo sguardo verso le soluzioni del risparmio gestito, come i fondi comuni obbligazionari a breve termine.

Stando all'ultimo rapporto della Banca d'Italia sulla ricchezza delle famiglie italiane, le obbligazioni e i fondi comuni obbligazionari costituiscono una quota rilevante (18%) all’interno nel portafoglio finanziario dei risparmiatori tricolore. 

Se ti è nuovo questo strumento, i fondi comuni obbligazionari sono grandi portafogli diversificati che investono in titoli di reddito fisso (obbligazioni) emessi da governi o società e che pertanto offrono una minore volatilità rispetto ad un investimento azionario.

Raccolgono i risparmi dei grandi e dei piccoli risparmiatori e sono gestiti quotidianamente da professionisti del settore che vanno alla ricerca delle migliori opportunità sui mercati finanziari.

Data la loro natura, non è possibile conoscere a priori quanto renderà un fondo comune di investimento. Ma per farsi un'idea può essere utile dare uno sguardo dallo specchio retrovisore. 

Ti consigliamo di visitare questo sito che propone una simulazione di investimento fatta su un fondo comune obbligazionario. I risultati ottenuti sono nettamente migliori rispetto a quelli che ti potresti aspettare dai vari buoni fruttiferi, conti deposito e Bot.

Pubblicato il 15 maggio 2018 da Elisabetta Villa staff