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Qual è il costo giusto per i tuoi investimenti?

Non sempre l’extra-costo che un investitore sostiene per i suoi investimenti conduce a risultati migliori. L'evidenza mostra che spesso accade proprio il contrario. La domanda che nasce spontanea, che vale sia nel modo degli investimenti che nel resto delle nostre esperienze d'acquisto, è se sia possibile acquistare alternative sostanzialmente identiche ma a costi inferiori.


Vi siete mai chiesti se piccole differenze di costo possono causare nel tempo significative differenze di rendimento?

Tipicamente nei mercati competitivi, beni dalle stesse peculiarità hanno prezzi simili. Nel settore dei fondi comuni invece, si identificano spesso significative differenze di prezzo nonostante la somiglianza dei prodotti. Inoltre, il fenomeno della dispersione dei costi dei fondi comuni è cresciuto considerevolmente negli ultimi 20 anni. 


Fino a quanto può costare in più un fondo comune?

Un recente articolo accademico, dal titolo “Il puzzle dei fondi comuni” (Cooper et. al. 2016 ),ha dimostrato che molti investitori si ritrovano a pagare costi eccessivi e non necessari per l'acquisto di fondi nonostante sul mercato ne esistano altri, dalle stesse caratteristiche, con commissioni considerevolmente più basse. Gli autori dell’analisi in questione, hanno prima posto l’attenzione sui fondi indicizzati che replicano l’andamento dell’indice S&P 500 (che racchiude le 500 aziende a maggiore capitalizzazione negli Stati Uniti) riscontrando una significativa e persistente dispersione dei costi negli ultimi 15 anni. Ne è emerso che a partire dal 1999 la differenza di costo tra il 10° e il 90° percentile della distribuzione dei fondi indicizzati è stato in media pari all’ 1,16% annuo. In altri termini, un investitore che ha fatto la scelta sbagliata, in termini di costi, del fondo ha pagato oltre un punto percentuale in più all'anno, o detto in altri termini, ha visto la sua performance ridursì di oltre l'1% l'anno rispetto ad un fondo più economico e con le stesse caratteristiche. 

Il fenomeno non riguarda soltanto la categoria dei fondi indicizzati, ma si estende su tutta l’industria dei fondi d’investimento statunitensi. Confrontando i costi di fondi che condividevano le stesse caratteristiche, come le performance o il grado di rischio, si è riscontrata una differenza di prezzo tra il fondo più economico e quello più costoso pari all’ 1,25% annuo a partire dal 1990. Pertanto, come nel caso del fondo indicizzato all'indice S&P 500, un investitore avrebbe così pagato un prezzo più alto dell’1% annuo senza ottenere qualcosa in più da questo extra-costo rispetto a chi ha acquistato un fondo con le medesime caratteristiche, ma con costi più contenuti. Anche se una differenza di prezzo dell’ordine dell'1% tra due fondi può sembrare insignificante, piccole differenze di costo negli investimenti si accumulano nel tempo raggiungendo dimensioni enormi. Secondo la ricerca, durante l'arco temporale di riferimento dal 1966 al 2014, se un ipotetico investitore avesse continuamente investito sul fondo più economico avrebbe guadagnato più del 70% in più rispetto all'investitore che avesse acquistato la versione più costosa. A valle della ricerca, gli autori hanno stimato che i fondi più costosi hanno portato via una media di 2,1 milioni di dollari all'anno come extra-ricavo su tutto l’arco temporale di riferimento. Soltanto nel 2014 la cifra sarebbe stata pari a ben 7 milioni di dollari.


I fondi migliori sono quelli più costosi o quelli più economici? 

In realtà i fondi migliori sono quelli che costano di meno. Nel tempo infatti la il minor costo si traduce in extra rendimento. Quando si tratta di fondi comuni non c'è una correlazione diretta tra prezzi e qualità del fondo, anzi spesso è opposta. Per questo motivo è facile prendersi delle vere e proprie fregature, pensando, erroneamente, che maggiori sono i costi legati al fondo maggiore sarà il suo rendimento futuro.

 


Come scegliere un fondo comune d'investimento? 

Abbiamo più volte scritto in questo blog che per scegliere un prodotto di investimento è fondamentale comprendere quali sono i costi che andremo a pagare e quali servizi sono associati a questi costi. Molto spesso chi ci vende il prodotto tende ad informarci circa le performance passate ma su costi e commissioni riceviamo risposte confuse.

Per rispondere alle esigenze degli investitori che si trovano a dover scegliere tra diversi fondi esiste un utile strumento: l'app Angel Costi che permette di confrontare più facilmente ed efficacemente la congruità tra costi e qualità di tutti i fondi comuni venduti in Italia e che incoraggia la concorrenza di mercato al fine di ridurre le asimmetrie informative. Con Angel costi è possibile capire quanto costa un fondo e soprattutto che cosa ottenitmo in cambio del prezzo che paghiamo per la gestione dei nostri soldi.

Pubblicato il 14 dicembre 2016 da Elisabetta Villa staff