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Quanto costa (davvero) investire in ETF?

Investire in ETF ha acquisito negli ultimi decenni una grande popolarità tra gli investitori di tutto il mondo. Il motivo è legato principalmente ai bassi costi associati a questo tipo di prodotto.

Tuttavia, non è sempre detto che un ETF costi poco. Anzi, a volte il suo costo può raggiungere livelli simili a quelli dei fondi comuni di investimento.

Innanzitutto, vale la pena ricordare cos’è un ETF. Un ETF (Exchange Traded Fund ) è uno strumento di investimento collettivo (come un fondo per intenderci) che offre un'esposizione diversificata a un particolare mercato. Gli ETF investono in indici azionari, obbligazionari, materie prime, valute, opzioni o una combinazione di attività.

Gli ETF, tuttavia, si differenziano dai fondi comuni di investimento sotto diversi aspetti. In primis, gli ETF nascono come prodotti a gestione passiva, e cioè che replicano fedelmente un mercato di riferimento. Ad esempio, un ETF sul mercato azionario italiano delle big cap, replicherà la composizione dell’indice FTSE Mib. Nei fondi a gestione attiva, invece, il gestore attua autonomamente delle scelte di portafoglio.
A differenza dei fondi, inoltre, gli ETF sono scambiati quotidianamente in Borsa. Una caratteristica che non può certo passare inosservata quando si tratta di valure i costi dell'investimento in ETF.

Ma quanto costano gli ETF?

Uno dei criteri più utilizzati per conoscere i costi di un ETF sono le spese correnti o Total Expense Ratio (TER). Queste indicano le spese annuali del fondo in rapporto agli asset in gestione.

I TER medi osservati sul mercato europeo degli ETF, viaggiano tra lo 0,27% per gli ETF obbligazionari allo 0,72% per gli ETF alternativi, come riportato in un recente studio della Commissione Europea.

 

Attenzione però, perché il TER non è l’unico costo da considerare quando si investe in ETF. Come quando si va al cinema, il conto da pagare a fine serata è sempre più alto rispetto al semplice prezzo del biglietto.  

Costi di negoziazione

Tra le altre spese che l’investitore deve considerare per investire in ETF ci sono i costi di negoziazione o compravendita.

Gli ETF, come detto prima, sono veicoli scambiabili in Borsa al pari di qualsiasi altro titolo. Ma comprare e vendere un ETF ha anche il suo prezzo. Uno di questi costi è costituito dalle commissioni di intermediazione.

Gli intermediari, infatti, possono prevedere costi fissi di negoziazione e applicano sempre uno “spread denaro-lettera” per eseguire ordini di acquisto o vendita degli ETF. Lo spread denaro/lettera di un ETF indica la differenza tra ciò che gli investitori desiderano pagare e accettare per una determinata transazione.

Per ETF poco scambiati e con bassi volumi di negoziazione, lo spread denaro lettera può raggiungere fino all’1% di costo aggiuntivo.

In determinate fasi di mercato, se l’ETF diventa poco liquido o addirittura illiquido, il rischio maggiore per l’investitore è di non riuscire a concludere il proprio ordine, o di farlo a condizioni di prezzo svantaggiose.
Con un fondo comune di investimento questo rischio non si corre, in quanto l’investitore può rimborsare le sue quote in qualsiasi momento al prezzo di NAV.

Premi e sconti

Gli ETF possono poi essere acquistati a premi o a sconti.
Può esserci infatti una differenza tra il prezzo quotato in Borsa di un ETF e il valore di mercato dei titoli presenti al suo interno, altrimenti noto come valore patrimoniale netto o NAV.
Generalmente, questo comporta costi aggiuntivi. Se, infatti, compri un ETF ad un prezzo superiore e lo vendi ad un prezzo scontato, alla fine perderai del denaro.

Mantenimento del deposito titoli

Prima di acquistare un ETF è necessario disporre di un deposito titoli (o dossier titoli) tramite la propria banca. In Italia, il canone per il mantenimento di un dossier titoli si aggira in media intorno allo 0,19% all’anno.

Considerando tutti gli aspetti sopra menzionati, il costo di un ETF può facilmente raggiungere e oltrepassare la soglia dell’1% all’anno sul capitale investito.

A questa stessa cifra, o a cifre anche più basse, esistono fondi comuni di investimento acquistabili online che non prevedono costi associati alla negoziazione, ai premi e sconti e al deposito titoli.

Infine, un aspetto da non dimenticare è che un ETF espone il tuo investimento allo stesso rischio del mercato su cui investi. Con un fondo attivo, ad elevato valore aggiunto, avrai maggiori possibilità di ottenere performance migliori rispetto al mercato.

Pubblicato il 13 giugno 2018 da Elisabetta Villa staff