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Casa dolce Casa: non per le nostre tasche

Storicamente la casa, il mattone, è sempre stato ritenuto un investimento sicuro, al riparo dalle crisi finanziarie, in particolare in Italia. Oggi, tuttavia, sei anni di crisi dimostrano che non è un bene di rifugio ma soltanto un altro mito da sfatare.

di Flavio Talarico - 30 Aprile 2013 - 4'

La casa è davvero un investimento sicuro? Storicamente la casa – il mattone, è sempre stato ritenuto un investimento sicuro, al riparo dalle crisi finanziarie, in particolare in Italia. Oggi, tuttavia, viene naturale chiedersi se l’investimento immobiliare sia effettivamente un bene di rifugio o soltanto un altro mito da sfatare.

La crisi finanziaria iniziata nel 2007, a differenza delle crisi precedenti che si sono risolte in tempi abbastanza brevi, dura ormai da 6 anni ed ha impattato rapidamente l’economia reale. In particolare, le famiglie italiane hanno visto diminuire il loro potere d’acquisto ed anche la possibilità di accesso al credito. Le banche, per rispettare le nuove prudenziali regolamentazioni sulla detenzione di capitale hanno, infatti, cambiato le politiche di erogazione dei mutui, rendendo di fatto molto più difficile accedere ad un prestito indebolendo di fatto il mercato immobiliare. Secondo CRIF, specialista nei sistemi di informazione creditizi, nel 2012 i mutui sono crollati del 47,4% passando da 49.123 nel 2011 a soli 25.784.

Un secondo dato rilevante riguarda il numero di compravendite residenziali che è diminuito costantemente dal 2006 ad oggi. I numeri di Nomisma, società di studi economici, parlano nel 2012 di 444.018 compravendite residenziali (nel 2011 erano state 598.224) e una previsione per l’anno in corso di 416.127.

Ma a cosa si deve questa dinamica? Che sia la domanda di case, l’offerta di immobili o le banche che non prestano, il punto è uno: il mercato immobiliare ed il valore delle case non sono stabili e non salgono sempre.

Anche se su ogni casa non si vede l’etichetta con il prezzo, il prezzo delle case c’è, tutti i giorni. In Italia, dove la ricchezza abitativa nel 2012 è stimata a oltre 5.000 miliardi di euro (il 58% della ricchezza totale netta), questo vuol dire una diminuzione diretta ma invisibile della ricchezza di ogni famiglia da 6 anni a questa parte.

Nonostante l’interesse potenziale delle famiglie (il numero di famiglie che comprerebbe avendo accesso al credito) sia di quasi 2.5 volte il numero di compravendite ed i prezzi siano in costante diminuzione (trend che, secondo Nomisma, continuerà nel 2013 e nel 2014), la mancanza di accesso al credito impedisce il rilancio del mercato immobiliare. Anche gli sconti applicati da chi è costretto a vendere, tra il 10-15% nell’ultimo quadriennio, non saranno sufficienti a riportare una quota significativa di famiglie all’acquisto.

Chi ha comprato un immobile solo pochi anni fa non si ritrova quindi necessariamente ad aver fatto un buon investimento. La casa come investimento sicuro: Un altro luogo comune che deve essere sfatato. Risparmiamocelo!

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