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Quando imitare gli altri non premia

Un esperimento ci mostra cosa succede quando le persone sono davanti ad una scelta, ma sono disinformate a riguardo. Quello che ne consegue è il tipico effetto gregge di cui ci parla la finanza comportamentale.

di Una finestra sul mondo - 26 Agosto 2016 - 4'

Nuove ricerche hanno dimostrato che quando dobbiamo scegliere tra diversi prodotti di cui però non sappiamo molto, osservare le scelte altrui influenza significativamente le nostre stesse decisioni. Questo crea un potente difetto sociale in tema di scelte. A tale proposito, riportiamo di seguito un esperimento tratto dal blog Cognitive lode che dimostra come questa tendenza, comune, si verifichi ogni qual volta non si è in grado di prendere decisioni informate.

Uno studio di Hun, Vosgerau et al. (2014) ci indica quali sono le motivazioni che ci portano a compiere le stesse scelte degli altri. Il risultato è interessante perché opposto a quello registrato da studi precedenti secondo cui tendiamo a “copiare” gli altri quando siamo in pubblico (Deutsch and Gerard, 1955). Al contrario, questa ricerca più recente, mostra che tale comportamento si verifica principalmente quando nessuno ci può vedere. Perché? Semplicemente per evitare l’imbarazzo. Dopo tutto, non è una novità il fatto che le persone non siano a loro agio quando “copiano” gli altri e che temono di ricevere la nomea di “copioni”, e di conseguenza tutte quelle etichette negative che seguono (debole, dipendente da ecc.).

In questa ricerca, è stato chiesto ai partecipanti di osservare quale tra due tè coreani un esperto in materia avrebbe scelto. Inoltre, le due scatole di tè riportavano solo scritte in coreano così che i partecipanti sarebbero stati particolarmente disinformati nella scelta. Dopo di che, gli è stato chiesto di scegliere uno dei due tè. Il risultato è stato che i partecipanti si sono mostrati tre volte più propesi (rispetto allo scenario standard in cui le scritte erano in inglese) a compire la stessa scelta (difetto sociale) dell’esperto. Ovviamente, i partecipanti hanno espresso la loro preferenza solo quando l’esperto non era presente. La seguente aggiunta di scritte in inglese sulle confezioni dei due tè ha fatto sì che i partecipanti fossero meno propensi a compiere la stessa scelta dell’esperto. Questo ci suggerisce che tali difetti sociali tendono a manifestarsi di meno quando le persone sono informate sulla situazione o sull’argomento, e se hanno già un’esistente preferenza per una certa marca o prodotto. Proprio per evitare, quando investiamo, di seguire le masse – che quasi sempre si fanno trasportare dalle emozioni dettate dagli eventi del momento – AcomeA ti mette a disposizione strumenti di investimento che uniscono i vantaggi dei fondi comuni con strumenti digitali che ti permettono di gestire l’emotività (e quindi di non imitare gli altri), evitando così di commettere i principali errori legati a quest’ultima. Infatti, quando siamo preparati sull’argomento o ci facciamo aiutare da un esperto, siamo meno propensi a farci influenzare dall’esterno.

Questa tendenza a seguire gli altri si manifesterà di più se la scelta altrui è ritenuta appropriata (per esempio se qualcuno mostra dei comportamenti oltraggiosi, probabilmente non lo prenderemmo ad esempio), quando la posta in gioco è bassa, quando siamo incerti e quando siamo stanchi o distratti. Questo risultato vale per qualsiasi decisione, specialmente quando si tratta di investire il proprio denaro. La finanza comportamentale etichetta questo comportamento come effetto gregge. Spesso si preferisce seguire le mode di mercato invece che prendere decisioni indipendenti. Siamo più tranquilli quando siamo consapevoli del fatto che la decisione che abbiamo preso è la stessa di molti altri, specialmente quando siamo insicuri e non siamo molto ferrati in materia. Il problema dell’effetto gregge? Difficilmente quando si seguono le masse le decisioni prese sono quelle giuste. Pensiamo al semplice fatto che ogni volta che i mercati sono in ribasso si legge sui giornali di vendite in massa di titoli. Infatti, l’investitore che non ha molta esperienza in materia segue quello che fanno gli altri e vende. La logica però ci suggerirebbe il contrario: cioè di comprare quando i prezzi sono bassi.

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