Rimani sempre aggiornato

Per te, ogni due settimane, una selezione dei migliori articoli del blog.

Informativa ai sensi dell'articolo 13 del D.lgs. 196/03

Seguici

Quanto costa parcheggiare i soldi sul conto corrente?

Tenere i soldi sul conto corrente non è una scelta priva di costi. Scopri se la tua banca è tra quelle che hanno aumentato i costi.

di Flavio Talarico - 23 gennaio 2017 - 5'

Tradizionalmente, vuoi per diffidenza o per timore, gli italiani preferiscono tenere i soldi sul conto corrente piuttosto che investirla in modo redditizio.

L’ultima “Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani” conferma che i risparmiatori italiani sono eccessivamente prudenti. Circa 2/3 del campione intervistato ha infatti dichiarato di voler detenere risparmio in forma liquida sia per far fronte a potenziali (e non meglio specificati) “imprevisti” sia per garantire la “sicurezza” del capitale.  In aggiunta, il 18,4% ha detto di tenere tutti i soldi sul conto corrente, il 9,1% più della metà e un altro 9% oltre 1/3.

Spesso però il conto corrente presenta dei costi di cui si è inconsapevoli.

Come si misura il costo di un conto corrente?

Per capire davvero quanto costa complessivamente un conto corrente ogni anno, la Banca d’Italia ha predisposto l’obbligo per le banche di riportare un “Indicatore Sintetico di Costo” (ISC) nei fogli informativi e nei documenti di sintesi riepilogativi.

L’ISC è determinato dalla somma dei costi annuali, fissi e variabili, elaborati in base a sei profili tipo di clientela (giovani, famiglie con bassa, media ed elevata operatività, pensionati con bassa e media operatività).

Confrontando un panel di banche italiane in base all’ISC, emerge che alcune banche hanno effettivamente aumentato i costi dei conti correnti. 

  • Banco Bpm ha aumentato l’ISC dei c/c con operatività allo sportello da € 169,37 a € 182,37 (+8%) e da € 123,37 a € 137,27 (+11%) per quelli con operatività online.
  • Intesa Sanpaolo ha portato l’ISC dei c/c allo sportello da € 115,8 a € 187,8 (+62%) e da € 95 a € 179 (+88%) per i c/c online. La stessa banca ha previsto dei prezzi in promozione (€122,8 sportello e €114 online) se al conto corrente è collegata una gestione patrimoniale.
  • Ubi Banca ha previsto un incremento dell’ISC da € 74,1 a €86,1 (+16%) per l’operatività online e da 63,1 a 75,1 (+19%) per l’operatività allo sportello.

 

 

L’aumento dei costi complessivi non è l’unica rogna per i correntisti. Infatti, la strategia di lasciare i soldi sul conto corrente non è totalmente esente da rischi.

In primis, è presente un fattore inflazione che, dopo anni di stagnazione, potrebbe ritornare a galoppare nel 2017 a causa delle scelte restrittive di politica monetaria adottate dalla Fed e dal possibile alleggerimento del piano di Quantitative Easing in Europa.

L’inflazione infatti ha la capacità di erodere nel tempo i risparmi parcheggiati sul conto corrente, come dimostriamo qui.

Ad esempio, se lascio una somma di denaro per alcuni anni sul conto, essa avrà un valore inferiore (in termini reali) alla fine del periodo poiché nel frattempo l’inflazione ha agito aumentando i prezzi dei beni e dei servizi.

Non è inoltre da sottovalutare il possibile rischio “Bail-in”, la direttiva europea per la quale le banche in difficoltà non vengono più salvate dai soldi pubblici ma dai privati azionisti, obbligazionisti e infine dai correntisti (con importi maggiori a 100.000€).

Risulta quindi evidente che lasciando i soldi conto corrente grava un pesante costo opportunità.

Tenere troppa liquidità è una scelta del tutto controproducente che allontana il risparmiatore da possibili opportunità di investimento.

Soldi sul conto corrente: come investirli?

Per chi non vuole affidarsi solo alla propria banca e pensa di poter investire parte dei propri soldi dal conto corrente verso un salvadanaio più redditizio, è nato Gimme5, l’investimento a portata di tutte le tasche.

Con Gimme5 è possibile investire in un fondo comune di investimenti a partire da 5€, senza commissioni di ingresso e uscita. Investi i risparmi quando vuoi con un clic e con altrettanta facilità puoi richiedere un rimborso al solo costo di 1€.

Investire piccole somme presenta un enorme vantaggio: si riescono ad accantonare più risorse di quanto si pensava sarebbe stato possibile e con il minimo sforzo. Inoltre, a differenza di quanto avveniva con il vecchio porcellino salvadanaio, il risparmio negli anni può apprezzarsi seguendo gli andamenti dei mercati finanziari.

È facile scoprire che i grandi traguardi si possono raggiungere anche a piccoli passi, a partire da soli 5€.

Rimani sempre aggiornato

Per te, ogni due settimane, una selezione dei migliori articoli del blog.

Informativa ai sensi dell'articolo 13 del D.lgs. 196/03