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Come investono gli italiani nell’era del Fintech

Il Fintech continua a riscontrare sempre più interesse tra gli investitori italiani. Il 92% degli investitori tricolore utilizza internet e le nuove tecnologie finanziarie per effettuare ricerche e investimenti finanziari. La vera notizia è che lo fanno molto di più di altre popolazioni europee.

A rivelarlo è l'indagine Global Investment Survey di Legg Mason, svolta ogni anno su un campione di 15.300 investitori appartenenti a 17 paesi.

Un dato molto interessante che emerge da questo sondaggio è che oltre 1/3 degli italiani sarebbe pronto a pianificare il risparmio e l’investimento direttamente dallo smartphone. A dimostrazione del fatto che gli innovativi servizi di investimento disponibili online hanno totalmente rivoluzionato il nostro modo di pensare al risparmio e all’investimento al giorno d’oggi.

Tra le Fintech più attive nel panorama italiano si segnalano quelle che offrono servizi informativi sull’operatività dei conti correnti, sistemi di pagamento e servizi di risparmio e investimento a portata di click.

Agli italiani piace inoltre tenersi aggiornati, leggere notizie e opinioni sul mondo della finanza. Il 32% dei risparmiatori italiani consulta assiduamente blog finanziari, a fronte del 23% della media europea.

Il 62% degli italiani si sente a suo agio nell’effettuare investimenti sulla base di consigli ottenuti da blog finanziari. In questo, i Millennials giocano un ruolo da protagonisti nel processo di innovazione finanziaria nel nostro Paese. Il 39% dei nati tra i 18 e 35 anni legge frequentemente stampa economico-finanziaria e si è detto propenso a monitorare i propri risparmi e investimenti online.

 

Le scelte finanziarie delle famiglie italiane


Nonostante  questi fattori positivi, la prudenza la fa da padrona quando si tratta di pianificare gli investimenti finanziari. 

Il ricordo della crisi finanziaria è ancora molto vivo tra i risparmiatori italiani. Il 74% sostiene di essere almeno in parte condizionato dagli eventi del 2008. Il 64% teme che una nuova instabilità economica si possa verificare nei prossimi anni. Un’eccessiva prudenza finisce per avere effetti non desiderati sul portafoglio finanziario delle famiglie italiane.

Infatti, risparmiatori italiani rimangono eccessivamente prediligono prodotti liquidi e a reddito fisso (le obbligazioni).

Il 32,4% delle attività finanziarie delle famiglie è composto da depositi e circolante. La quota di obbligazioni (oltre il 10%) è la più elevata tra le economie avanzate. In Italia, il 40% delle obbligazioni bancarie è in mano ai piccoli investitori, in Germania meno del 15%, in Francia e in Spagna non più del 5% (Fonte Action Institute). 

Le azioni pesano il 20,3% sul totale delle attività finanziarie. Questo dato non deve però trarre in inganno. Solo l'1,3% fa parte di azioni quotate sui mercati regolamentati. Infine, si riscontra un notevole interesse per i prodotti gestiti, come fondi comuni (12%), fondi pensione e strumenti assicurativi (21,5%).

Attività finanziarie delle famiglie italiane

 

Non vi è dubbio che il Fintech rappresenti un’opportunità per l’economia globale nei decenni a venire. Da un lato vi è lo sviluppo di servizi di risparmio e investimento a basso costo, dall’altro le imprese potranno aumentare la produttività e offrire servizi finanziari sempre più efficienti.

In Italia, il primo passo verso una maggiore informazione ed educazione finanziaria è stato compiuto. Rimane da capire quindi che impatto avrà la tecnologia sul comportamento degli investitori italiani. Perché l’obiettivo finale non può prescindere dal migliorare l’efficienza dei portafogli delle famiglie. 


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Pubblicato il 14 dicembre 2017 da Elisabetta Villa staff