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Costi dei fondi: un'app li scopre tutti

Il mercato dei fondi comuni assomiglia parecchio a quello delle auto usate.
Se compriamo un’auto usata il problema è che la qualità non è tutta osservabile: una parte rimane nascosta e visibile solo al venditore. Per cui qualche compratore (se ne rimangono e non scappano tutti) comprerà l’auto buona, qualcun altro prenderà la fregatura, cioè pagherà tanto per avere una qualità bassa.
Così è con i fondi: come con le auto è difficile paragonare i costi di un fondo comune, o di un'auto usata, alla sua qualità. La qualità è difficile da osservare e facile da nascondere, per cui i costi dei fondi possono essere gonfiati artificialmente sfruttando l’ignoranza del risparmiatore-cliente.
Quello che a tutti piacerebbe avere è uno strumento semplice che ci aiuti a evitare le fregature e scegliere prodotti con un rapporto qualità-prezzo corretto. La buona notizia è che oggi per i fondi comuni c’è: Angel Costi, un'App di facile utilizzo e comprensibile a tutti.
 

Il rapporto qualità-prezzo: costi dei fondi e lavoro del gestore

Nella scelta di un fondo di investimento è indispensabile distinguere se i fondi vengono gestiti attivamente o se sono passivi. La gestione attiva comporta raccolta di informazioni, elaborazioni, analisi e l’esperienza di un team di persone per decidere quali azioni o obbligazioni comprare e vendere, nel tentativo di ottenere un rendimento migliore del mercato. Al contrario, un fondo passivo copia pedissequamente un indice di mercato e necessita pertanto di molto meno lavoro. E' chiaro che i costi dei fondi comuni passivi devono essere più bassi, perché non offrono all’investitore nessun servizio in più. Ma, come con le auto, nei fondi si vede l’apparenza (e neanche tutta se pensiamo a tanti costi nascosti) ma non si osserva la sostanza: cioè non si riesce a capire quanto attivamente viene gestito il fondo. Poiché questa dimensione della qualità non è osservabile, il fondo che non ce l’ha o che ne ha poca può riuscire a spacciarsi per uno che quella qualità la possiede – come con le macchine incidentate che sembrano in ottime condizioni. E proprio come con queste, qualche investitore finirà per pagare commissioni elevate per un servizio che pensa di ottenere e non ottiene.  


L'importanza dei costi per il risparmiatore

Uno strumento indipendente che esamini i prodotti e cerchi di appurare se i costi dei fondi e le commissioni siano commisurati o meno alla qualità ha un valore importante per almeno due ragioni: 1) esiste un numero elevatissimo di fondi; per un risparmiatore ordinario è molto difficile ottenere informazioni sui costi di ciascuno e ancor più sulla qualità relativa (inclusa la performance passata); 2) i costi dei fondi hanno una notevole importanza e ignorarli ha un peso molto serio sul rendimento. Prendiamo due fondi azionari che rendono il 6% in media, il primo ha commissioni del 3% il secondo del 1.5%. annuo. Su un arco di 15 anni, investire nel primo fondo comporterebbe 377 euro in più su ogni mille investiti. Non poco!    
 

Costi dei fondi in chiaro con Angel Costi

Lo strumento per valutare la congruità tra i costi dei fondi e qualità (quanto siano attivi o passivi) è ora disponibile: è una App battezzata Angel Costi. Angel Costi è disponibile per smartphone, ma anche gratuitamente per il web sul sito di AcomeA SGR. L'applicazione permette di confrontare costi e qualità di tutti i fondi venduti in Italia. Come con le auto, il raffronto ha senso all’interno di una categoria. Poniamo di averne identificata una, ad esempio azionari (ce ne sono altre quattro: Bilanciati, Flessibili, Monetari e Obbligazionari). A quel punto occorre scegliere la sottocategoria tra una vasta gamma di famiglie, classificate per area geografica (ad es Azionario pacifico) o paese (ad esempio Germania) o per dimensione (ad es Euro large cap) o per settore (ad es Immobiliare). Scelta la categoria appare la figura sotto (io ho scelto i fondi azionari Asia Pacifico come esempio).  


costi spese correnti e qualita dei fondi comuni  

L' asse orizzontale riporta il livello delle spese correnti: tutti i costi dei fondi che l'investitore paga ogni anno. L'asse verticale è l’indice di qualità del fondo.
I costi includono tutte le componenti, anche quelle talvolta coperte da un velo e non immediatamente visibili all’investitore, come le commissioni di collocamento. L’indice di qualità è misurato da quanto intensamente il fondo è gestito relativamente alla media dei fondi in quel settore (nell’esempio ai fondi azionari Asia pacifico). Ogni puntino bianco nella figura corrisponde a un fondo. Se lo si clicca viene fuori il suo nome, le spese correnti e le altre componenti di costo, come le spese di gestione.  
 

Evitare di pagare costi eccessivi è semplice per tutti

Talvolta i fondi sono segnalati con un cerchio rosso all'interno del quale c'è la "S": è un avvertimento che le spese correnti eccedono parecchio le commissioni di gestione, un segno di potenziali voci di costo poco trasparenti che richiedono attenzione. Cliccando ancora si ottengono informazioni ancora più dettagliate e un bel grafico sulla performance del fondo anche su un periodo di 5 anni. Difficile ottenere informazioni così dettagliate e comparabili altrove. Ma l’aspetto più interessante è che Angel Costi posiziona i fondi in quattro intuitivi quadranti, in funzione delle le differenze di costi e qualità. I colori dei quadranti sono quelli del semaforo e per il risparmiatore hanno sostanzialmente lo stesso significato. Il quadrante rosso, ad esempio, include i fondi dove potenzialmente possono concentrarsi le fregature: fondi con costi molto elevati non giustificati da una intensa gestione. Il color terra, invece, identifica quelli attraenti per chi non crede che anche la miglior gestione attiva possa battere il mercato, per cui conviene guardare solo ai costi.
Questa App è un bell’esempio di come la tecnologia applicata alla finanza stia eliminando formidabili barriere per il risparmiatore poco sofisticato. E’ solo l’inizio di una rivoluzione.

Pubblicato il 24 ottobre 2016 da Elisabetta Villa staff