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L’importanza di attenersi ai fatti

Per quei risparmiatori che avessero prestato attenzione alle notizie provenienti dal mondo finanziario, tra un bagno al mare o una passeggiata in montagna, non deve essere stato un Ferragosto tranquillo.

di Flavio Talarico - 18 Agosto 2015 - 5'

Per quei risparmiatori che avessero prestato attenzione alle notizie provenienti dal mondo finanziario, tra un bagno al mare o una passeggiata in montagna, non deve essere stato un Ferragosto tranquillo.

Non è facile restare indifferenti a titoloni in prima pagina che sottolineano come in un solo giorno siano stati ‘bruciati’ centinaia di miliardi di risparmi e investimenti. Ma se davvero si vuole avere cura dei propri investimenti è bene capire e interiorizzare alcuni principi cardine con cui approcciare questo mondo e in particolare le notizie da esso provenienti.

Essere informati e aggiornati è importante a ogni livello, ancora di più se si parla di investimenti. Ciò che però fa la differenza è l’atteggiamento che si tiene di fronte alle informazioni.

Sono sempre due le domande che vengono fatte appena si parla di investimenti: “Quanto ha fatto il mercato oggi? Dove andranno i mercati domani?”.

Se al primo quesito una risposta può pervenire dai mezzi di informazione tradizionale, la seconda è una domanda a cui nessuno può rispondere e bisognerebbe diffidare dai cosiddetti esperti che si ergono a possessori di pietre filosofali e che si dilettano nel predire un futuro che per sua natura è incerto e soggetto a variabili ancora sconosciute.

Leggendo i dati delle variazioni giornaliere dei prezzi osserviamo certamente una fotografia che non fornisce una visione di insieme. Dimenticandosi di ciò, si rischia di commettere uno degli errori più comuni nel mondo degli investimenti: lasciarsi prendere dall’emotività sull’onda del ‘rumore di fondo’ di quello che succede quotidianamente sui mercati.

Il successo di un investimento dipende soprattutto da un comportamento corretto: rimanere coerenti con gli obiettivi del proprio piano di investimenti. Per ognuno di noi è indispensabile porsi degli obiettivi e costruire un piano di lungo termine per poterli raggiungere. Investire sui mercati fa parte di questo piano: è solo una tappa. E conoscere quello che succede sui mercati ogni giorno, in ogni istante, non aiuta a raggiungere questi obiettivi.

Anzi; più si guarda all’andamento dei mercati, più ci si informa per cercare di stare al passo, e maggiori sono le probabilità di prendere decisioni di investimento sbagliate, condizionate dal breve termine. E quindi di perdere, o guadagnare meno.

Basti pensare all’esempio fornito ultimamente dalla svalutazione dello yuan cinese che ha “travolto” le borse di mezzo mondo. L’Istituto centrale cinese ha deciso per una triplice svalutazione dello yuan pari a circa il 5% rispetto al dollaro statunitense. Una mossa non da poco e che sicuramente è un fatto che merita di essere analizzato nel breve termine. Ma se guardiamo allo scenario di lungo periodo questo deprezzamento controllato da parte delle autorità cinesi rientra in un quadro più ampio in cui la moneta di Pechino dal 2008 al massimo di quest’anno (aprile) si era apprezzata del 72% sull’euro e, solo dall’anno scorso, del 33% sempre sulla moneta unica. Mentre la recente correzione ha portato a un deprezzamento dello yuan contro l’euro di circa il 9%. Ecco quindi che la notizia esce da una cornice catastrofistica e rientra dentro a una cornice maggiormente legata a normali dinamiche di mercato in cui è importante ricordarsi influiscono diverse variabili contemporaneamente.

Ma allora come porsi di fronte agli scenari futuri che si aprono in conseguenza di notizie che smuovono i mercati?

La svalutazione operata da Pechino è un fatto che va analizzato e che giustamente ha acceso un dibattito sulle motivazioni alla base della scelta e sulle conseguenze future. È importante capire la differenza tra il fatto in sè e le sue possibili conseguenze. Nessuno, a parte i funzionari cinesi, è a conoscenza delle reali motivazioni alla base della decisione della PBOC. Le ragioni di tale decisione sono ovviamente rilevanti per capire se il movimento valutario può essere considerato esaurito, o se è solo l’inizio di una manovra più ampia.

Molte sono le supposizioni avanzate. Un cambiamento della politica monetaria cinese a indicare fondamentali economici più deboli di quanto le statistiche ufficiali raccontino? Un peggioramento dello stato dell’economia cinese che necessita di una spinta deflattiva per ricominciare a correre trainata dall’export? La volontà di attuare una politica di cambio maggiormente guidata dal mercato per rientrare nelle logiche politico-istituzionali che gestiscono il commercio internazionale?

Nonostante la molteplicità di idee addotte per spiegare le decisioni cinesi e provare a profilare le conseguenze future, queste restano solo ipotesi su cui è pericoloso fare affidamento nei propri investimenti. Meglio attenersi ai fatti e all’impatto diretto che le notizie hanno sul nostro portafoglio piuttosto che provare a tracciare difficili scenari futuri.  

Dare molta importanza a cambiare “idea” ed investimenti in funzione delle informazioni immediate, è come scattare una foto istantanea mentre si è su un treno superveloce: il rischio è di pensare che siamo fermi anche quando in realtà continuiamo ad andare molto veloce. Scendere dal treno, in questo caso, sarebbe un scelta molto dannosa per noi e per il nostro viaggio. Analogamente, è questo il modo con cui si fanno i danni maggiori anche ai propri investimenti e si perdono anche grandi opportunità.

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